«Puledda è estraneo alla vicenda»
Il carrozziere di Oliena indagato per aver rimosso una microspia
NUORO. Continuano questa mattina, negli uffici della Procura di Nuoro, gli interrogatori di garanzia per altri quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta su una banda specializzata in rapine ai furgoni dei Monopoli di Stato e traffico di droga che operava tra Orgosolo, Mamoiada e Nuoro.
Dopo gli interrogatori, lunedì scorso, degli indagati rinchiusi nel carcere di Badu ’ e Carros, oggi tocca ai quattro nei confronti dei quali il giudice per le indagini preliminari Mauro Pusceddu ha disposto l’obbligo di dimora, a Orgosolo, oppure gli arresti domiciliari. Si tratta di Giuseppe Biscu, il custode della diga di Cumbidanovu, Franco Porcheri, l’autista “infedele” del furgone porta tabacchi, assaltato dalla banda per ben tre volte, gli orgolesi Antonello Marini e Francesco Tandeddu.
Nell’inchiesta è finito anche un noto carrozziere di Oliena, Pierpaolo Deledda. È indagato per favoreggiamento personale ma il giudice nei suoi confronti non ha disposto alcuna misura cautelare.
Secondo l’accusa il carrozziere avrebbe “ripulito” un’Alfa Romeo di proprietà di Francesco Miscera, uno dei componenti della banda finito in manette. Deledda avrebbe rimosso una microspia – che era stata installata dagli agenti di polizia per intercettare Miscera – e avrebbe avvertito il suo cliente. «Pierpaolo Deledda è completamente estraneo a tutta la vicenda e oggi lo dimostreremo», ha detto il suo legale, l’avvocato Angelo Migliocchetti. «Il mio cliente, inoltre, non ha partecipato ad alcuna attività di riciclaggio di pezzi di auto rubate, come è stato erroneamente riportato. Nella sua officina la polizia non ha mai sequestrato materiale idoneo alla punzonatura dei telai. Puledda non c’entra niente con questa storia. E lo dimostreremo». Anzi, per l’avvocato c’è stato addirittura «un errore di persona».
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