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Nuoro

«Vogliamo contarci vive» La marcia delle donne

«Vogliamo contarci vive» La marcia delle donne

Grande successo per il corteo dell’8 marzo organizzato da NonUnaDiMeno Centinaia di giovani, giovanissime e meno giovani hanno sfilato in tutta la città

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NUORO. Mille volti, mille storie di donne hanno sfilato ieri in corteo a Nuoro per dire no alla violenza, «a questi uomini che ci odiano». Giovani, giovanissime e meno giovani, studentesse, mamme, lavoratrici ieri hanno partecipato alla manifestazione dell’8 marzo. Tra loro anche molte «sopravvissute», così si sono definite le donne che, a fatica, dopo anni, sono riuscite ad uscire dalla spirale di violenza dei continui maltrattamenti in famiglia e dal racket della prostituzione, una piaga che ha contagiato anche il Nuorese: anche qui sono sempre di più le ragazze, soprattutto dell’est, costrette a vendere il loro corpo per sopravvivere.

È per questo che il movimento internazionale “NonUnaDiMeno” – che ha organizzato la manifestazione insieme ai centri anti-violenza della rete D.i.Re e al Centro Onda Rosa – ha chiesto agli uomini di «stare fuori». «L’8 marzo è la giornata delle donne. Almeno oggi devono lasciarci in pace», hanno detto le ragazze di “NonUnaDiMeno”, vestite di nero e fucsia, i colori del movimento. «Non vogliamo uomini accanto a noi, questa è una lotta di donne per le donne. Vogliamo protestare contro la guerra che ogni giorno subiamo sui nostri corpi: la violenza fisica, psicologica, culturale ed economica», hanno detto in coro le ragazze e le donne che si sono date appuntamento alle 19 davanti alla stazione ferroviaria prima di dar vita alla manifestazione che ha attraversato tutta la città: via Lamarmora, corso Garibaldi, via Roma fino a piazza Italia dove la festa è andata avanti per ore.

E proprio per rimarcare la distanza dagli uomini le donne nuoresi e di tutta la provincia hanno marciato al grido di «Vogliamo contarci vive, non una di meno. Insieme siamo partite, insieme torneremo, non una di meno, non una di meno».

Unici maschi presenti i bambini che hanno sfilato in braccio alle loro mamme, issando cartelli con su scritto «Basta con la violenza».

In prima fila ad aprire il corteo Luisanna Porcu, presidente del centro anti-violenza Onda Rosa, un’associazione che lotta strenuamente per difendere i diritti delle donne, non solo a Nuoro ma in tutta la provincia. «Questo corteo mostra la potenza e la forza delle donne che dicono basta alla violenza e allo sfruttamento – ha detto la responsabile di Onda Rosa– Un terzo delle donne italiane, straniere e migranti subisce violenza fisica, psicologica, sessuale , riduzione in schiavitù, spesso tra le mura domestiche e davanti ai figli». Ha continua Luisanna Porcu: «La violenza sulle donne non è un fatto privato, né un’emergenza ma è un fenomeno strutturale che affonda le sue radici nella disparità tra i sessi». E snocciola i numeri: «Come centro antiviolenza assistiammo 330 donne l’anno, e molte, purtroppo, non hanno il coraggio di venire da noi». Racconti dolorosi, che si ripetono. «Nella casa rifugio ospitiamo 16 donne, ma le richieste, purtroppo, aumentano di anno in anno».

Ieri è stata una grande festa, fatta di musica, balli, risate. Non un corteo silenzioso e triste. «Siamo felici, siamo donne», il coro. (g.z.)

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