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Mostra sull’inquisizione nell’isola

La storia di un contadino macomerese processato e condannato

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MACOMER. Conferenza oggi a Macomer per approfondire i temi della mostra “Malefica Maleficarum” e per parlare del periodo dell’Inquisizione in Sardegna che con i suoi processi arrivò anche a Macomer, dove un contadino, Gavino Faedda, nel 1678 fu processato e condannato per aver curato un gran numero di animali e persone. Aveva confessato di aver appreso le cure magiche da un sacerdote ormai defunto e di aver appreso a cogliere le erbe nella notte di San Giovanni da una gitana.

«Streghe, stregoneria e inquisizione in Sardegna» è il titolo della conferenza che farà da corollario alla mostra “Malefica Maleficarum” e che si svolgerà oggi alle ore 16,30 presso il padiglione Filigosa delle caserme Murar. Sono diversi gli studiosi che si sono cimentati in ricerche riguardanti l’inquisizione in Sardegna. Una delle ultime pubblicazioni è quella della ricercatrice Alessandra Derriu, che nel suo libro «Il tribunale dell’Inquisizione di Alghero» sposta il campo di ricerca nei paesi della diocesi mettendo in evidenza come criminalità e banditismo fossero spesso legati alla magia e alla superstizione. Alessandra Derriu sarà ospite della conferenza e parlerà su «Magia e stregoneria, dal Logudoro alla Barbagia». L’inquadramento introduttivo su «La Sardegna nel periodo della Santa Inquisizione» è affidato allo storico Mario Sanna, mentre la scrittrice e ricercatrice Claudia Zedda tratterà il tema specifico della donna come strega nella tradizione popolare sarda. La conferenza si concluderà con un “viaggio” nella storia della magia in Sardegna dalla preistoria ai giorni nostri dello studioso Piergavino Vacca.

La conferenza si inserisce all’interno di un percorso di ricerca sulle tradizioni e la storia della Sardegna e del territorio che la cooperativa Esedra porta avanti da alcuni anni in collaborazione con l’associazione Pro Loco di Macomer. (t.g.t.)

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