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Mura: «Qualcuno vuole farmela pagare»

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Mura: «Qualcuno vuole farmela pagare»

Il tecnico del Comune parla dopo l’attentato. «Ho sempre rispettato la legge, do fastidio»

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SINISCOLA. Ad una settimana dall’attentato messo a segno contro la sua abitazione, Gianni Mura, tecnico comunale, responsabile del servizio edilizia privata, è fortemente provato. Difficile infatti riacquistare la serenità dopo le due fucilate indirizzate contro la sua abitazione e la sua autovettura che hanno minato la sua tranquillità, tanto da costringerlo a prendersi un periodo di riposo.

«Ringrazio tutti coloro, e sono tantissimi, che mi hanno espresso la loro solidarietà . Voglio dire grazie anche a coloro a cui non ho risposto, ma spero mi comprendano: non è facile in certi momenti avere la forza di parlare e di scambiare parole di circostanza».

«Non sono originario di Orune, come è stato scritto, ma sono un orunese doc, fiero di essere nato in questo paese», esordisce il tecnico che da 23 anni lavora al comune di Siniscola dove ha ricoperto vari ruoli, con diverse responsabilità.

«Mi hanno colpito in un momento delicato della mia vita – prosegue Gianni Mura – A qualcuno potrebbe aver dato fastidio il fatto che io svolga il mio lavoro con correttezza e abbia il vizio di dire le cose in faccia, ma non ho nulla da nascondere e ho sempre agito nella legalità».

Il tecnico, che nella sua carriera lavorativa è finito spesso alla ribalta per vicende legate allla sua professione, fa capire che all’origine dell’attentato possa esserci qualche questione legata al settore edilizio. Ci tiene anche a ricordare una serie di accadimenti.

«Negli ultimi anni c’è stato un contenzioso con l’ufficio tutela legato all’applicazione di alcune leggi – racconta Mura – In seguito all’entrata in vigore del provvedimento che sostituiva il piano casa, sono emerse diverse problematiche e questo proprio in seguito a un mio quesito sull’interpretazione di vari articoli. Non ho avuto risposte e nel frattempo, in qualità di responsabile del procedimento del servizio urbanistica, mi rendo conto che alcune pratiche hanno avuto esiti diversi da altre. Pongo il problema all’Utp – continua Mura –e lo segnalo a tutte le istituzioni. Poi, nel luglio del 2016, pubblico un manifesto segnalando una serie di fatti e chiedendo di essere messo in condizioni di firmare alcuni atti. Succede invece che la giunta municipale chiede un parere legale e io nel frattempo vengo invece denunciato per offese. Successivamente, – dice sempre il tecnico – nel settembre del 2016 presento il progetto per l’ampliamento della mia casa, ma per ottenere l’autorizzazione paesaggistica la pratica, anziché all’Utp di Nuoro, viene inspiegabilmente spedita all’Unione dei comuni e ancora oggi sono in attesa che mi venga rilasciata l’autorizzazione». Una serie di vicissitudini che hanno messo a dura prova la salute di Gianni Mura e che sono poi culminate con l’attentato del 2 marzo scorso, un episodio sul quale stanno indagando i carabinieri di Siniscola.

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