LA RINASCITA? PRIMA LA VIABILITÀ
di PIER LUIGI PIREDDA Gli anni passano, anzi i secoli e si potrebbe anche arrivare a dire i millenni, ma nulla cambia per il Nuorese. Nell’ultima parte del Novecento del secolo scorso e di un...
di PIER LUIGI PIREDDA
Gli anni passano, anzi i secoli e si potrebbe anche arrivare a dire i millenni, ma nulla cambia per il Nuorese. Nell’ultima parte del Novecento del secolo scorso e di un millennio fa, la parola più utilizzata era stata “Rinascita”. La prima a usare questo termine era stata la Regione. Poi era arrivata la Commissione Medici, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, quando si era parlato ancora una volta di rinascita del territorio, allora devastato dalla criminalità, attraverso l’Università e l’industria. Poco dopo era arrivato un nuovo Piano di rinascita regionale e la trasformazione della fiorente piana di Ottana in area di sviluppo industriale. Era così arrivata la chimica che aveva “rapito” i pastori dalle campagne per trasformarli in operai specializzati con il miraggio del posto di lavoro e lo stipendio sicuro alla fine del mese. Fino a quando l’industria non è andata in crisi e Ottana è stata la prima a pagarne le conseguenze anche per la mancanza di quelle infrastrutture che le avrebbero permesso di essere competitiva e restare sul mercato. Ma senza strade, senza corrente elettrica, senza acqua, senza telefono e poi anche senza internet la sorte del Polo industriale era segnata. Così, per dare nuova linfa a un territorio in agonia, è arrivato un nuovo termine a sostituire l’ormai decotto, abusato e fallimentare “rinascita”: la nuova parola d’ordine è “rilancio”. Tanto entusiasmo, tanta voglia di recuperare il terreno perduto, decine di progetti, ma il risultato fino a questo momento è rimasto lo stesso: nulla di nulla. “Piano di rinascita” o “Piano di rilancio” nulla è cambiato se non una parola. Il risultato è sempre lo stesso: l’area industriale di Ottana continua a morire, così come avanza con sempre maggiore decisione l’agonia del territorio. Gli imprenditori, quei pochi coraggiosi imprenditori che stanno resistendo contro tutto e contro tutti, continuano a sperare, sfornando progetti e auspicando il decollo del Piano di rilancio. Ma le risposte sono sempre affidate ai tavoli tecnici, che si susseguono da oltre due anni e dai quali non è finora venuto fuori niente di costruttivo. Eppure, a pensarci bene, basterebbe poco per dare un significato alla parola rilancio: sistemare la viabilità. Collegare in maniera dignitosa il territorio sarebbe il primo tassello importante della rinascita. Quella vera.
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