Più fondi ai Centri anti-violenza
Emendamento di Emilio Usula per aumentare le risorse alle strutture
NUORO. Un emendamento alla legge finanziaria della Regione per aumentare la posta a vantaggio dei centri anti-violenza isolani per le donne, a cui ora vanno complessivamente un milione e 800mila euro all’anno. L’ha preparato il consigliere regionale dei Rossomori, Emilio Usula. La notizia è stata data durante il convegno sullo squilibrio tra generi, gravato dai casi di femminicidio. Il contributo per il 2016 per ogni centro provinciale non supererebbe i 173mila euro, a fronte dei 250mila euro promessi. Un’ulteriore riduzione rispetto ai 300mila euro del 2010. Cifre e denuncia dei tagli sono arrivate da Luisanna Porcu, responsabile di Onda Rosa, la struttura, con casa rifugio, che opera a Nuoro. Da parte di Emilio Usula l’impegno a rimettere le cose a posto: «Si tratta di cifre inadeguate e dunque da correggere senza ritardi. Così come vanno resi certi i tempi di trasferimento dei fondi, ora assegnati quando l'anno è chiuso e le spese sono state anticipate».
Tra gli impegni del medico-chirurgo, eletto in Consiglio regionale, anche la scrittura di una legge che garantisca un alloggio pubblico alle donne vittime di violenza. Un intervento anche in questo caso nato all’interno della riflessione dei Rossomori e presentato durante un recente incontro nuorese. Ancora Emilio Usula: «È in atto da parte nostra un'attenzione specifica per la problematica, nata anche in seguito alle sollecitazioni giunte dai centri che tutelano le donne vittime di violenza. Le responsabili nelle province sono state sentite nella sesta commissione consiliare, Salute e politiche sociali. L'obiettivo primario è di rafforzare la legge del 2007, per arrivare a una tutela più ampia di chi subisce la violenza».
Grazie alla norma, rivista nel 2013, sono già un punto fermo nell'isola i centri provinciali, con le case-rifugio, messi in rete e dunque capaci di un'azione che va oltre il proprio territorio di appartenenza. Il primo a nascere in Sardegna è stato proprio quello di Nuoro. Assiste ogni anno 330 donne, 40 delle quali accolte nella casa-protetta, insieme a 38 minori. (f.p.)
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