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Interventi regionali per gli ex lavoratori del settore tessile

Interventi regionali per gli ex lavoratori del settore tessile

Macomer, i dettagli dell’accordo sugli ultracinquantenni Progetti anche nei settori turismo, cultura e ricreazione

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MACOMER. Con l’intesa raggiunta tra la Regione, i sindacati, l’Aspal e i Comuni che hanno manifestato disponibilità a impiegare i lavoratori ex Legler residenti nel loro territorio, si chiude una partita difficile, quella degli ultracinquantenni Legler che, usciti dalla copertura degli ammortizzatori sociali, rischiavano di dover attendere la pensione senza alcun reddito. L’accordo firmato a Macomer prevede che le amministrazioni comunali promuovano progetti di valenza sociale a favore dei lavoratori espulsi dal settore tessile ex Legler. Questi progetti potranno riguardare numerosi ambiti (educazione e istruzione, con particolare riguardo al contrasto alla dispersione scolastica, accoglienza e inserimento sociale di soggetti svantaggiati e vulnerabili, assistenza sanitaria e socio sanitaria, accompagnamento e assistenza sociale, cultura, turismo e ricreazione, inclusione sociale e pari opportunità, promozione della cittadinanza attiva e partecipata, protezione civile, protezione dell’ambiente, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale).

La durata dei progetti è di due anni con la possibilità di proroga per un terzo anno. Questo dovrebbe consentire di mettere in sicurezza i lavoratori garantendo loro un reddito fino al raggiungimento dei requisiti di età per ottenere trattamento pensionistico.

La Regione, attraverso l’Aspal, interverrà finanziariamente con una quota di 27 mila euro annui per lavoratore. Si tratta di una somma sufficiente a garantire una retribuzione minima per lavoratore di 700 euro netti per 20 ore di lavoro settimanali. Non è tanto e non è certo uno stipendio, ma è meglio del niente al quale erano condannati i lavoratori. I comuni, inoltre, se vorranno potranno integrare l’orario di impiego dei lavoratori e la conseguente retribuzione con impiegando risorse proprie. L’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro avrà il compito di soggetto attuatore dell’accordo. Oltre a erogare i finanziamenti, riceverà e valuterà le proposte progettuali dei comuni e acquisirà dalle amministrazioni tanto le relazioni intermedie relative allo stato di attuazione del piano, che la relazione finale. (t.g.t.)

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