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Nuoro

Comune, casse sempre più vuote

Comune, casse sempre più vuote

Il Consiglio convocherà un’assemblea pubblica: «I cittadini devono sapere»

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NUORO. Il Comune di Nuoro ha un debito monstre di 50 milioni di euro. Per pagarlo l’amministrazione guidata da Andrea Soddu si è indebitata con la Cassa Depositi e Prestiti fino al 2037: la rata annuale è di 5 milioni di euro. «Una situazione difficile da governare», ha detto ieri il sindaco aprendo la seduta del Consiglio comunale, chiamato ad approvare una risoluzione per convocare un’assemblea aperta ai cittadini. «È giusto che i nuoresi sappiano quanto sia grave la situazione finanziaria del Comune. Non si può più giocare. La Regione deve darci la possibilità di accedere al fondo previsto per gli enti locali in condizioni di sofferenza». L’alternativa, come ha fatto capire l’assessore alle finanze Raffaela Denti, è una sola: alzare i tributi comunali. Una bella grana per la giunta Soddu che, partita con le migliori intenzioni, si è trovata ben presto a fare i conti con l’ eredità lasciata dalle precedenti amministrazioni. Il fardello più pesante sono quei 30 milioni di euro che il Comune è costretto a pagare in seguito alle sentenze dei tribunali che negli ultimi 20 anni lo hanno condannato a risarcire i privati per espropri illegittimi. Basti pensare al palazzetto dello sport di Tanca. Di quell’opera restano solo i piloni conficcati nel terreno e un debito di un milione e mezzo di euro a carico delle casse del Comune. «Gli espropri sono stati eseguiti per realizzare opere pubbliche, con il concorso della Regione – ha sottolineato l’assessore Denti – Per questo è giusto che se ne assuma la responsabilità. I costi non possono e non devono essere scaricati tutti sulle spalle dei cittadini». Intanto, da quando si è insediata, nel giugno del 2015, la giunta sta cercando in tutti i modi di far quadrare i conti e risanare il bilancio. «Abbiamo recuperato 5 anni di canone dei locali dati in locazione alla Asl – ha ricordato l’assessore – Abbiamo predisposto un piano di alienazione degli immobili, rinegoziato il mutuo con la Cassa depositi e prestiti risparmiando così 313 milioni di euro l’anno. E ancora: abbiamo messo in mora il ministero dell’Interno e quello di Grazia e Giustizia che ci deve ancora 3 milioni di euro. Infine, stiamo puntando sul recupero dell’evasione con l’aggiornamento dell’archivio dei contribuenti». Tutte azioni che hanno ridato fiato alle casse comunali. «Purtroppo nel 2016 sono arrivate altre sentenze di condanna per 3,6 milioni di euro, sempre per gli espropri e, come se non bastasse, il Comune è stato condannato dalla Corte dei diritti umani a pagare alla famiglia Gallisai un risarcimento di 2,2 milioni di euro. (g.z.)

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