La Nuova Sardegna

Nuoro

Baby gang, videosorveglianza decisiva

di Stefania Vatieri
Baby gang, videosorveglianza decisiva

Subito stroncata l’escalation delle rapine in città. Sono una cinquantina i ragazzi presi in carico dai Servizi sociali

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NUORO. Un occhio elettronico onnipresente che riprende ininterrottamente tutto ciò che accade in città senza mai battere le ciglia. È il piccolo Grande Fratello nuorese dove migliaia di telecamere a circuito chiuso installate in molte strutture pubbliche e private sorvegliano la città ventiquattro ore su ventiquattro, fornendo uno strumento cruciale di investigazione e di prevenzione. È anche grazie ai filmati prodotti da questi occhi indiscreti disseminati in ogni angolo della città se gli investigatori della squadra Mobile e delle Volanti della questura di Nuoro sono riusciti in tempi record a dare un volto ai responsabili – tutti minorenni tra i 13 e i 16 anni – delle tre rapine messe a segno nell’ultimo mese nel capoluogo barbaricino e all’autore, anch’esso un minorenne di 16 anni, del lancio di alcuni sassi effettuato nel pomeriggio di venerdì, contro il treno che collega Nuoro a Macomer.

«Le telecamere di video sorveglianza hanno certamente giocato un ruolo fondamentale per la riuscita positiva di queste quattro indagini – spiegano dagli uffici della questura di viale Europa –. L’identificazione degli autori delle rapine e dei loro complici ai danni dell’attività commerciale “Linea bellezza”, dell’esercizio commerciale del Corso Garibaldi gestito da cittadini cinesi avvenuta il giorno prima e in ultimo il furto consumato all’interno della lavanderia di via Tempio, è stato possibile grazie alle numerosissime telecamere presenti nella zona, che hanno immortalato le azioni criminose della sedicenne responsabile delle rapine nel negozio “Linea Bellezza” e nell’esercizio commerciale del Corso Garibaldi gestito da cittadini cinesi e dei suoi complici di 15 e 13 anni, autori del furto al cambiamonete della lavanderia – aggiungono –. La crescente diffusione delle telecamere private e pubbliche è andata di pari passo con la netta diminuzione dei reati in strada – spiegano gli operatori della questura nuorese –, infatti i fenomeni criminali sono sicuramente diminuiti, sia attraverso il meccanismo della repressione, se avviene una rapina in una zona ove sono presenti telecamere sarà più facile attraverso questo strumento individuarne i responsabili, sia attraverso quello che è il meccanismo della prevenzione situazionale, sotto la forma della deterrenza». Esiste un antecedente scientifico di questa idea che è la teoria sociologica delle opportunità criminali, secondo cui il crimine può essere prevenuto laddove si riducano le opportunità a delinquere. Che nel caso di questi baby criminali vale a metà, come sottolinea Valeria Romagna, assessore comunale ai Servizi sociali.

«Purtroppo è un fenomeno in costante crescita in città e le segnalazioni che ci arrivano sono tantissime – spiega Valeria Romagna –. Lungi da me però puntare il dito contro questi ragazzini – ribadisce a chiare lettere –. Credo sia invece necessario interrogarsi sulla questione – chiosa –. Famiglie, scuole e istituzioni dovrebbero iniziare a mettersi in discussione per capire cosa si sta facendo e cosa è invece necessario fare». Attualmente sono circa cinquanta i minori presi in carico dai servizi sociali cittadini, circa il 10 per cento di questi ha commesso reati, «ma tutti potenzialmente potrebbero diventare piccoli criminali, perché sono vittime della dilagante disgregazione familiare che in un modo o in un’altro sta coinvolgendo le nuove generazioni – sottolinea Franco Rosu, dirigente comunale ai Servizi sociali –. Non c’è più differenziazione di ceto sociale, il problema parte dalla famiglia e dalla scuola e se prima c’era un rigido controllo sociale, ora questo è stato sostituito dalle telecamere» conclude Rosu.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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