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il caso radioterapia

Acceleratore lineare inattivo «E i pazienti sono in attesa»

Acceleratore lineare inattivo «E i pazienti sono in attesa»

NUORO. «Che fine ha fatto l’acceleratore lineare per la Radioterapia dell’ospedale San Francesco di Nuoro?». Inaugurato in pompa magna lo scorso agosto, dal presidente della Regione in persona,...

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NUORO. «Che fine ha fatto l’acceleratore lineare per la Radioterapia dell’ospedale San Francesco di Nuoro?». Inaugurato in pompa magna lo scorso agosto, dal presidente della Regione in persona, Francesco Pigliaru, non se n’è saputo più nulla. A porre l’interrogativo è ora il consigliere comunale Gian Pietro Gusai, capogruppo dell’opposizione PdS-Cd-Verdi. «Efficientamento delle cure sanitarie, razionalizzazione della spesa sanitaria regionale, piano di rientro e chi più ne sa più ne dica con Ats, Areus e quant’altro: sta di fatto che a oggi l’acceleratore lineare, Elekta Versa Hd multienergia per il trattamento di molti tumori, in grado di erogare fotoni ed elettroni di diversa energia con applicazioni tecniche 3dcrt, Imrt, Igrt, Archi e Stereotassi, non è in funzione» sottolinea Gusai. Consegnato il 28 febbraio 2016, dopo verifiche tecniche è stato promosso come idoneo al trattamento clinico il 6 agosto 2016, giorno in cui è stato inaugurato. «Penso a come si sentano i pazienti che potrebbero essere curati a pochi passi da casa con la nuova tecnologia, costata milioni di euro ai cittadini sardi, che sono costretti a rivolgersi a Centri sanitari specialistici fuori Regione con gravi disagi e all’aggravio dei costi della sanità regionale in quanto la prestazioni devono essere retribuite dal Sistema sanitario regionale all’Azienda sanitaria dove è stata eseguita la prestazione. Le ragioni del mancato utilizzo della tecnologia – spiega Gusai –, che se continuiamo a mantenerla in garage diventerà obsoleta, sono da ricercarsi nella carenza di medici, infermieri e tecnici specialisti, che certo non mancano nel panorama regionale. Allora perché inaugurarla? Perché dare false illusioni a chi spera la guarigione curandosi vicino casa? Confido che le autorità competenti siano ricettive e si attivino per una rapida risoluzione dei problemi che ne impediscono l’utilizzo; rispettando il diritto alla cura del malato». (l.p.)

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