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Nuoro

Nuove aziende nel territorio i giovani scelgono l’agricoltura

Macomer, inversione di tendenza dopo l’allontanamento dalle campagne degli anni Ottanta L’allevamento tra le attività preferite ma si punta anche sulle coltivazioni e la produzione di funghi

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MACOMER. I giovani di Macomer ritornano all’agricoltura. Nei primi due mesi del 2017 sono state presentate allo sportello unico per le attività produttive del comune ben undici dichiarazioni di avvio attività. L’età media dei dichiaranti è di 32,5 anni. Cinque ne hanno meno di 30. Le iniziative avviate riguardano l’allevamento di animali. Una prevede anche coltivazioni agricole. Per quanto riguarda l’allevamento si va dai suini e dai bovini da carne, alle pecore e agli bovini da latte, ma tra le iniziative figura anche l’allevamento di galline ovaiole e cavalli. Tra le coltivazioni una riguarda la produzione di funghi.

Allevare bestiame è mestiere antico. Tra gli anni Ottanta e Novanta i giovani si erano allontanati dalle campagne con un conseguente aumento dell’età media degli operatori. Oggi si assiste a un ritorno dei giovani alla campagna e il fenomeno è in espansione. La tendenza è confermata dai dati Istat e da quelli dello sportello Suap. Il ritorno alle campagne è indotto dalla mancanza di altre prospettive di lavoro, ma una spinta arriva anche dagli aiuti annunciati dai piani di sviluppo rurale e da sgravi fiscali, mutui a tassi agevolati e premi all’insediamento di giovani in agricoltura. «La nostra amministrazione – dice l’assessore alle attività produttive, Rossana Ledda, – ha dimostrato con fatti concreti l’importanza del settore agricolo e di “ridare la terra alla gente” (gratuita in questo caso) con il progetto degli orti sociali che registrano grande partecipazione e soddisfazione da parte della comunità. Si sta ora completando l’iter per il progetto di piano di valorizzazione della montagna di Sant’Antonio e nella parte circostante la ex scuola di Bara è previsto l’insediamento di nuovi spazi produttivi per aziende agricole». L’amministrazione comunale ritiene che il ritorno dei giovani all’agricoltura possa rivitalizzare e rilanciare un settore il quale fino agli anni Novanta registrava una forte presenza di operatori con più di 60 anni. «L’agricoltura – prosegue l’assessore Ledda – può rivestire un ruolo strategico se si valorizza il settore e l’occupazione con l’inserimento dei giovani e gli investimenti in nuove tecnologie. L’obiettivo è di mettere a sistema attività di coltivazioni ortive specializzate e di allevamenti che possano aumentare occupazione e benessere alla comunità».

Vediamo ora quante aziende agricole operano a Macomer. Al 28 febbraio risultavano assegnati 256 codici azienda di cui 80 nel settore bovino, 72 in quello ovino, 91 per l’allevamento di suini, 52 per equini e il resto per caprini. Un anno prima erano 253 e il 6° censimento Istat dell’agricoltura del 2010 ne aveva rilevato 208. Il ritorno ai campi è evidente. L’amministrazione comunale sostiene il settore agricolo puntando anche su comparti diversi da quello dell’allevamento. «Siamo lavorando al piano di valorizzazione della montagna di Sant’Antonio e recupero delle terre civiche considerate un’importante risorsa il cui uso produttivo va inquadrato in un’ottica di sviluppo sostenibile delle aree interessate – Prosegue Rossana ledda –. Nel 2016 si è fatto un lavoro di ricognizione dettagliata e di inventario del patrimonio civico e a breve si completerà la progettazione del piano che ha obiettivi e proposte legati agli usi tradizionali delle terre civiche, al mutamento degli usi non tradizionali, a un piano delle alienazioni, alla sclassificazione, controllo e aggiornamento del regolamento d’uso». (t.g.t.)

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