L’ex Alas esce dal degrado e diventa un polo fieristico
Macomer, ieri la visita degli amministratori con un gruppo di ex dipendenti I lavori di recupero sono cominciati nel 2015 utilizzando i fondi del bando Civis
MACOMER. Abbandonato per anni, il vecchio stabilimento Alas riemerge dal degrado grazie a un intelligente progetto di recupero che ha salvato l’esistente per destinarlo a un nuovo utilizzo, ma nel rispetto del ricordo della prima destinazione produttiva legata alla lavorazione della lana. Per iniziativa dell’amministrazione comunale e in attesa dell’inaugurazione ufficiale fissata per sabato 1° aprile, ieri l’Alas ha rivissuto nel ricordo degli ex dipendenti che il sindaco, Antonio Succu, l’assessore alle attività produttive, Rossana Ledda, e l’intera giunta hanno voluto incontrare nello spazio rinnovato dello stabilimento lanario. Si pensava che di lavoratori ex Alas non ne fossero rimasti tanti, invece erano più di 50 (per la gran parte donne) quelli che hanno risposto all’invito degli amministratori. C’era anche la più anziana, Antonietta Solinas, classe 1918, perfettamente lucida nonostante i suoi 99 anni, ma costretta su una sedia a rotelle e con qualche problema di udito. Antonietta Solinas ha lavorato nello stabilimento tessile al lavaggio lana dal 1935 al 1956, quando lasciò la fabbrica per sposarsi. Tanti i ricordi degli ex dipendenti, che si sono presentati con vecchie fotografie, con i cedolini delle buste paga, qualcuno anche con dei vecchi attrezzi, come una spola in legno consumata diventata lucida a furia di scorrere sull’ordito del telaio, e soprattutto tante storie da ricordare. L’opificio recuperato avrà un futuro diverso da quello legato alla destinazione originaria, ma il ricordo non sarà cancellato perché le vecchie macchine e i telai, ben ripuliti dal degrado e dai segni dell’abbandono, ci sono quasi tutti. Qualcosa, infatti, pare che abbia preso il volo negli anni in cui i locali erano in balia di chiunque. «Abbiamo voluto far visitare in anteprima i locali restituiti a nuova vita a chi ha lavorato per tanti anni in questa fabbrica – ha detto il sindaco –. Qui c’è un pezzo della storia di Macomer e un pezzo della vita di chi ci ha lavorato. Lo stabilimento è un luogo simbolo di Macomer e del territorio, la prima industria legata alle produzioni tradizioni e alla lavorazione di un prodotto locale come la lana sarda».
Dell’utilizzo della struttura ha parlato l’assessore Rossana Ledda, la quale ha spiegato che già in occasione della Mostra regionale del libro che si terrà a Macomer dal 10 al 14 maggio, negli spazi recuperati dell’ex Alas sarà allestita la mostra dei libri antichi e delle vecchie carte geografiche. Nel frattempo si pensa già alle altre iniziative e attività che potranno trovare sede nella struttura, che una volta completata diventerà il polo fieristico di Macomer e un centro congressi il quale, grazie anche alla collocazione geografica, sarà il volano del turismo congressuale che contribuirà al rilancio economico della città.
I lavori di recupero sono iniziati nel 2015. Il progetto è stato elaborato dallo studio Metassociati di Macomer. L’intervento ha interessato gli edifici sul lato sinistro di via Cavour. Costo 2,6 milioni di euro coperti con fondi Por del bando Civis. Per fare tutto il lato sinistro servono ancora 1,5 milioni. Il finanziamento dovrebbe essere imminente. L’intervento realizzato finora ha interessato la parte centrale del complesso industriale. Il recupero dell’intera struttura (anche i locali sul lato destro di via Cavour), compresi i lavori già realizzati e quelli per i quali è imminente il finanziamento costerà più di otto milioni di euro. (t.g.t.)
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