La Nuova Sardegna

Nuoro

Volantini, il clero difende Marcìa

di Valeria Gianoglio
Volantini, il clero difende Marcìa

Sacerdoti e fedeli fanno quadrato attorno al vescovo oggetto di alcuni scritti anonimi carichi di veleni

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NUORO. Spuntati dal nulla alcuni mesi fa, sono tornati fuori in queste ultime settimane con tutto il loro carico di veleni e calunnie, ma stavolta la chiesa nuorese ha deciso di prendere posizione e di farlo anche in modo deciso. Stavolta, infatti, per condannare senza mezzi termini quei volantini anonimi che chiamano in causa il vescovo di Nuoro, Mosè Marcia, e alcuni esponenti del clero barbaricino, i sacerdoti e i fedeli della diocesi di Nuoro hanno scritto una lettera aperta pubblicata dal settimanale diocesano “L’Ortobene” e che in queste ore sta rimbalzando anche via internet tra una mail e un post su Facebook.

In quella lettera di una paginetta circa, la chiesa nuorese, dopo essersi «stretta in preghiera attorno al suo vescovo», esordisce con la condanna ferma «per il nuovo vigliacco attacco condotto da loschi personaggi contro monsignor Mosè Marcia e alcuni sacerdoti. Non possiamo e non vogliamo che tra gli anonimi ci siano (o siano ispirati da) presbiteri: nulla e nessuno può giustificare tanto accanimento e una sola delle becere calunnie che non hanno nessun riscontro e nessun fondamento nella comunità della Chiesa nuorese».

I sacerdoti e i fedeli della diocesi, nella stessa lettera, definiscono quei volantini anonimi, come un vero agguato in stile “muretto a secco”, e ricordano anche di aver ammirato «e finora rispettato la serena e silenziosa sopportazione che ha contraddistinto l’azione del nostro pastore che anche in questa circostanza avrebbe voluto tacere per andare avanti nei quotidiani impegni, senza curarsi dei suoi calunniatori». Il vescovo Marcìa, del resto, proprio in queste settimane è impegnato in diverse parrocchie nell’ambito degli incontri previsti dalla visita pastorale. I volantini carichi di veleni e accuse nei suoi confronti e nei confronti di alcuni altri sacerdoti, arrivano dunque in una fase importante del suo impegno in mezzo alla comunità diocesana, e sul finale del suo incarico a Nuoro.

Secondo quanto scrivono i sacerdoti della diocesi, proprio «la sua capacità di ascolto, vicinanza e stimolo verso tutti, evidentemente disturbano qualcuno e scatenano gli istinti di chi, incapace al confronto e in mancanza di argomenti reali, è aduso a sfuggire al dialogo franco e costruttivo sempre incoraggiato dal nostro vescovo».

Il clero nuorese e i fedeli, insomma, fanno quadrato attorno al vescovo Marcìa e condannano in modo fermo, in particolare, il metodo utilizzato da chi lancia accuse in modo anonimo e infamante. «Proprio perché ognuno di noi si sente colpito e offeso – aggiungono in conclusione gli stessi sacerdoti e fedeli nella lettera aperta – vogliamo esprimere pubblicamente a monsignor Mosè Marcìa, forzando anche il suo invito alla riservatezza, il nostro affetto e incondizionato sostegno, raccogliendoci e invitando alla preghiera tutti i fedeli. Siamo sicuri che l’azione di pochi personaggi, proprio perché fondata sul nulla e sulla perfidia, finirà solo per rafforzare l’opera evangelizzatrice del nostro vescovo e di tutta la chiesa nuorese».

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