Il pm: «Assolvete Mereu, l’incidente fu una disgrazia»
Giunge alle battute finali il processo per la morte dell’orgolese Luciano Succu Per l’accusa l’imputato non è responsabile del ribaltamento del pick-up
NUORO. «L’istruttoria dibattimentale ha dimostrato che Pietro Mereu non è responsabile dei reati che gli vengono attribuiti, né del sinistro che invece è stato una brutta disgrazia. La realtà processuale non può portare a una richiesta di condanna, chiedo pertanto l’assoluzione di Pietro Mereu, quantomeno ai sensi del secondo comma dell’articolo 530». Dopo circa 40 minuti di requisitoria, trascorsi in gran parte a ripercorrere le udienze del processo per l’incidente stradale del maggio del 2013 nel quale era morto il giovane orgolese Luciano Succu, e a mostrare le lacune dell’istruttoria, la pubblica accusa formula le sue richieste finali.
Per il pm, dunque, il processo per la morte avvenuta nel campo sportivo di Orgosolo a causa di un pick-up guidato dall’imputato che si era ribaltato e aveva schiacciato il povero Succu, non è riuscito a chiarire senza alcun dubbio «per quali ragioni quel ragazzo sia fuoriuscito dal veicolo, quella notte». «L’autista – ha spiegato il pm – quella sera non aveva bevuto».
Né, come aveva spiegato poco prima l’ingegnere e consulente della difesa, Giuliana Falchi, il pick-up stava procedendo veloce all’interno del campo sportivo del paese.
«Non poteva essere a più di 10/11 km orari – aveva precisato la professionista – non ci sono elementi che stesse andando a una velocità maggiore. Sul ribaltamento del mezzo possono aver inciso molto diversi elementi: il numero di persone sul cassone e la loro distribuzione, oltre all’eventuale presenza di soggetti appesi al cassone. Tutti questi elementi possono determinare una variazione di assetto del veicolo». «L’autista che ha il modo di vedere il mezzo caricarsi in modo repentino di tante persone ha modi di impedirne o prevedere il ribaltamentto?» le ha chiesto l’avvocato di Mereu, Francesco Carboni. «Non può far nulla» ha risposto il consulente tecnico.
«La difesa in questo processo ha portato un’alternativa di come siano andati i fatti – ha ammesso la pubblica accusa nell’esordio della sua requisitoria – ci sono testimoni, infatti, che dicono che sul cassone quella sera c’erano diversi ragazzi e raccontano anche che uno di loro si era aggrappato alle sponde del pick-up guidato da Mereu, e con Succu sul sedile del passeggero. I ragazzi sul cassone sono saliti in modo autonomo: questo a Mereu non può essere attribuito. Ne chiedo l’assoluzione». La sentenza slitta al 15 maggio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
