Orotelli aderisce alla rete del Romanico in Sardegna
Il progetto è nato nel 2008 per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali Il sindaco: «I monumenti architettonici segno identitario della nostra comunità»
OROTELLI. Il comune di Orotelli conferma l’adesione all’associazione dei Comuni che aderiscono alla rete dell’itinerario romanico in Sardegna: un progetto nato nel 2008 per la conservazione, protezione, valorizzazione e messa in rete dei beni culturali di architettura romanica. L’iniziativa va oltre i confini dell’isola perché coinvolge anche la Corsica e le province toscane di Pisa e Luca. Da qui il nome Intercost dato al progetto che significa appunto Itinerari e rete del romanico in Corsica, Sardegna e Toscana.
Capofila del progetto è il comune oristanese di Santa Giusta che si avvale della collaborazione scientifica del dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche dell’università di Cagliari. Orotelli ha aderito al programma di valorizzazione dei siti e dei beni romanici fin dal primo momento inserendo nell’itinerario turistico-religioso la chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista. Stavolta, nella delibera della giunta che conferma l'adesione al progetto, è stata inserita anche la chiesa campestre di san Pietro di Oddini. La costruzione delle due chiese, entrambe in stile romanico e conservate perfettamente, risale al XII secolo.
Nello stesso periodo venne costruita la cattedrale diocesana di san Nicola a Ottana, anch’essa parte integrante del percorso romanico in Sardegna al quale aderiscono 33 comuni. Ai primi 25 che nel 2008 fondarono l’associazione se ne sono aggiunti, infatti, altri 8. Un segnale, questo, che dimostra la bontà del progetto che punta a collegare idealmente i beni culturali romanici della Sardegna, della Corsica e della Toscana per creare un unico itinerario culturale, paesaggistico e ambientale in grado di garantire una nuova offerta turistica.
L’iniziativa consente anche di partecipare ai bandi europei finalizzati alla valorizzazione dei beni culturali, con particolare riferimento a quelli romanici. Secondo un censimento effettuato dagli studiosi del dipartimento dell’ateneo cagliaritano, i monumenti romanici in Sardegna sono circa 150 e rappresentano per l’isola il secondo bene culturale dopo il nuragico. Tra questi monumenti ci sono anche le chiese di san Giovanni Battista e di san Pietro di Orotelli.
«I nostri beni culturali e architettonici – sottolinea il sindaco, Nannino Marteddu – rappresentano un segno identitario della nostra comunità e possono diventare fonte di sviluppo sociale ed economico. Per questo abbiamo deciso di rinnovare la convenzione intercomunale con l’associazione Comuni del romanico che proietta Orotelli in una dimensione culturale di respiro europeo».
Il tutto grazie ai due gioielli di architettura romanica costruiti novecento anni fa.
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