Rilancio del Nuorese la Regione incontra gli amministratori
La riunione è alle 17,30 nella sala del Consiglio provinciale A guidare l’incontro il neo-assessore agli Affari generali
NUORO. La delegazione della Regione impegnata nel progetto di rilancio del Nuorese ritorna questo pomeriggio a Nuoro per incontrare amministratori locali, sindacati e dirigenti dell'industria. La riunione è per le 17,30, nella sala del Consiglio provinciale. A guidare il gruppo il neo-assessore degli Affari generali, Filippo Spanu, che negli ultimi due anni e mezzo ha coordinato la cabina di regia del progetto, da capo di gabinetto della presidenza della giunta. Le attese sono tante. Lo hanno detto in questo periodo le dichiarazioni, ora improntate alla fiducia, ora, e più di frequente, venate di disillusione sino al disappunto, della dirigenza politica e sociale della provincia. Sfiducia dove ha giocato e gioca un ruolo determinante l'allungarsi dei tempi per portare a compimento l'intera operazione, iniziata nel dicembre del 2014, quando il governatore Francesco Pigliaru fece visita a Nuoro, per vedere in maniera diretta situazione e difficoltà del territorio.
Sul progetto, presentato dalle forze sociali, i primi impegni del governatore sardo, affiancati dallo stanziamento di 55 milioni di euro, presi per lo più dai fondi strutturali dell’Unione europea. Già pronti e disponibili per essere divisi tra le iniziative imprenditoriali inserite nei tavoli tematici, che vanno dalle infrastrutture, all’agroalimentare, alla cultura, all’ambiente. Insieme, un capitolo per gli interventi di area-vasta che dovrebbe legarne alcuni aspetti, affinché vi siano elementi di maggiore spessore e forza economica per consentire supporti di base e filosofia di rete. In due anni e mezzo è aumentata lo stato di necessità, per via della chiusura di attività produttive, con nuovi disoccupati. Anche se su questo punto qualche elemento va controcorrente e sembra aprire nuovi spiragli. Dal 2015 la provincia di Nuoro ha aumentato di 2700 unità gli addetti nei vari settori, arrivati a 54mila e 200 rispetto ai 51mila e 500 dell’anno precedente.
Dati dell’Istat elaborati dall’ufficio regionale Sardegna statistiche. Crescita che ha coinciso con l’apertura di attività nel settore dei servizi, a iniziare dalla sanità e assistenza sociale, per andare ai campi della comunicazione e delle attività del ramo immobiliare.
Dalla sede nuorese di Confindustria è stato lo stesso presidente Roberto Bornioli a darne notizia, con un commento a margine: «L’andamento è visibilmente positivo, ma certo non consente di abbassare la guardia. Nel Nuorese quasi 18mila persone, che sono il 30 per cento della forza lavoro, risultano inattive, perché non hanno un lavoro o non lo cercano. Inoltre quasi un giovane su tre non è impiegato in una qualsiasi attività lavorativa. Per non parlare della piaga dello spopolamento, che colpisce le nostre zone interne».
Per provare a pensare positivo lo stesso ufficio statistico della Regione dà anche il dato sulle start-up, ossia le aziende di nuova creazione, che con il 2 per cento di aperture è addirittura il dato migliore in Italia, sempre nel correre tra le ultime due annate solari. Andamento confermato dalle organizzazioni di categoria.
Gian Battista Piana, direttore regionale di Confesercenti: «L’ultimo periodo debbo dire che a Nuoro si registra un notevole attivismo e il nostro ufficio competente è impegnato proprio sulle Duap, ossia le pratiche per le imprese in via di costituzione. Si tratta di aziende nei comparti dei pubblici esercizi, dai bar alle pizzerie, oppure nell'artigianato, soprattutto panificatori».
Dalla direzione della Confcommercio provinciale, Gianluca Deriu: «Il dato sull’aumento dei nuovi occupati fa il paio con l’apertura di nuove aziende registrato l’anno passato. Ora bisogna vedere se si tratta di un elemento congiunturale, oppure se diventerà strutturale». Dieci le cooperative neo-affiliate nel 2016 alla LegaCoop provinciale, che spingono a un cauto ottimismo anche nel settore dell'imprenditoria mutualistica. Un segno “più” marcato, dopo anni altalenanti: «Si tratta di realtà di un certo rilievo, come le due cooperative di Oliena, quella olivicola e l’altra nel settore della produzione vitivinicola, che insieme mettono insieme quasi 200 soci. Altre iniziative sono partite nei campi dei servizi alla persona e nel turismo. C’è però il rovescio della medaglia per via della condizione che vivono comparti come l'edilizia, da noi letteralmente naufragato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
