Nuova discesa nella voragine
Missione degli speleologi a Golgo per studi ambientali e geologici
BAUNEI. Il sindaco Salvatore Corrias lo definisce «un viaggio al centro della terra». E annuncia che da venerdì fino a domenica 2 aprileun nutrito gruppo di speleologi – su iniziativa e organizzazione del “Centro Iglesiente studi speleo archeologici (Cissa)” – e con la partecipazione di tanti, tra ricercatori e appassionati «sarà protagonista di una inedita spedizione scientifica a Su sterru, a Golgo». Il primo cittadino prosegue: «Si torna giù, dopo tanto tempo, dentro il cuore di tenebra. Fino al centro della terra». La prima volta che qualcuno si calò nella voragine di Su Sterru a Golgo, fu a fine luglio 1957. Ma ecco cosa ha precisato il Cissa al primo cittadino. «Dopo la pioneristica esplorazione di Bruno Piredda del 1957 – viene evidenziato da tale Centro – rimasta alla storia per la discesa del pozzo profondo ben 270 metri (in un unico salto) con corde e scalette particolarmente ingombranti e pesanti, la cavità di su Sterru è stata visitata da numerosi gruppi speleologici, ma ancora oggi il suo studio potrebbe fornire nuovi spunti di ricerca». Viene spiegato che a distanza di 60 anni dalla prima esplorazione, lo stesso gruppo speleologico del Centro Iglesiente studi speleo archeologici, in collaborazione con il professor Antonio Assorgia e con il supporto di Antonio Cabras (della locale cooperativa Goloritzè) si accinge infatti ad effettuare nuovi studi nella voragine di Su Sterru. «La cavità – è rimarcato – per lungo tempo è stata creduta una bocca vulcanica (nelle vecchie carte topografiche era denominata “Cratere vecchio”) e solo con le successive esplorazioni speleologiche si è capito che si tratta di un pozzo carsico che si apre sì sulla copertura basaltica ma, dopo una ventina di metri, si sviluppa in rocce calcaree dell'era Mesozoica. Le rilevazioni geologiche effettuate dal Cissa serviranno a stabilire lo spessore reale della copertura basaltica e se vi siano formazioni sedimentarie al contatto Basalti-Calcari». Oltre a questi atti il Cissa si propone anche di effettuare misure della temperatura e dell’ umidità lungo tutto l'imbuto carsico oltre a documentare la fauna e la flora. (l.cu.)
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