La Nuova Sardegna

Nuoro

Un defibrillatore in memoria di Bachisio Dore

di Paqujto Farina
Un defibrillatore in memoria di Bachisio Dore

Bitti, omaggio della famiglia alla Polisportiva del paese «Un modo per ricordare al meglio l’ingegnere nucleare»

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BITTI. L’ingegnere nucleare Bachisio Dore, oltre ad essere stato un eminente scienziato dell’Ente spaziale europeo (Esa), era molto apprezzato dagli amici perché possedeva un genuino spirito sportivo, sia per il carattere che per la passione con cui coltivava le vere attività agonistiche. Provava interesse per tutte le discipline, dal calcio al basket, dall’atletica al nuoto; e a chi lo conosceva personalmente, ritornano alla mente le grandi nuotate che, ogni qual volta rientrava dalle missioni in giro per il mondo, caratterizzavano le sue vacanze estive nelle acque della costa orientale sarda. Ecco perché avrebbe certamente approvato il nobile gesto che i familiari, la madre Antonietta Buffoni e i fratelli Bastiano e Pier Francesco, hanno fatto nei giorni scorsi in sua memoria, donando alla Polisportiva Bittese il defribillatore, strumento indispensabile che darà tranquillità alle famiglie degli atleti e alla società, visti anche i sempre più frequenti casi di infarti durante lo svolgimento delle gare.

«Ringraziamo di cuore la famiglia Dore per questo dono molto gradito e oltremodo utile – ha dichiarato Gianna Mameli, presidente della polisportiva Bittese – e con me ringrazia anche la società sportiva Sa Terza, altra squadra del paese che usufruirà del defibrillatore. Bachisio è stato un amico per alcuni degli attuali dirigenti – ha detto – e di lui ne ricordiamo il legame con il suo paese, a cui non mancava di fare rientro ogni anno». Bachiso Dore era nato a Bitti nel 1961 e dopo gli studi liceali al “Michelangelo Pira”, si laureò brillantemente in ingegneria nucleare al Politecnico di Torino nel 1984, uno dei pochissimi nella storia dell’ateneo a concludere gli esami in anticipo rispetto ai tempi.

Dopo l’esperienza all’Ansaldo di Genova, approdò nel 1989 all’Agenzia spaziale europea, ad Amsterdam, in Olanda, dove pochi anni dopo entrò a far parte dell’equipe nevralgica del progetto Atv (veicolo di trasferimento automatico), gioiello della tecnologia spaziale europea. Quale supervisore dell’assemblaggio delle componenti della navicella e con la responsabilità di fornire la validazione delle parti montate fino al lancio, sotto il suo diretto controllo dalla rampa di Kourou nella Guyana Francese sono decollati diversi veicoli spaziali diretti alla stazione spaziale internazionale: il Julius Verne nel 2008, il Johannes Kepler nel 2011 e nel marzo dell’anno successivo, a poche settimane dalla sua scomparsa avvenuta a Bitti il 13 febbraio 2012, quello intitolato al fisico Edoardo Amaldi. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, durante la permanenza nell’Ente spaziale europeo, Bachisio Dore ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, come il Wernher Von Braun da parte della società aerospaziale tedesca e l’Esa Iss Award. Tanta è la documentazione legata allo scienziato aerospaziale che deve essere ancora riportata in Sardegna, ma molta è già custodita dalla famiglia, nella sua casa natale in piazza Asproni a Bitti. Tra le numerose pubblicazioni, un registro con i ricordi di chi lo ha conosciuto.

Spicca quello dello scienziato Francoise Kervegant: «Negli anni di collaborazione con Bachisio all’Esa, ho maturato una profonda ammirazione per il suo impegno ed il suo entusiasmo. Ci ha trasmesso tutta questa energia, accompagnata ad un grande rispetto e ad una profonda coscienza dei valori umani».

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