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L’esercito bonificherà l’area del poligono di tiro

L’esercito bonificherà l’area del poligono di tiro

Macomer, il ministero della Difesa risponde all’interrogazione del deputato Piras Per l’amministrazione comunale non è stata prevista alcuna azione risarcitoria

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MACOMER. Decenni di esercitazioni al tiro con armi individuali e di reparto e col lancio di bombe a mano hanno lasciato il segno inquinando l’area del poligono di S’Ena Ruggia, situata ai piedi del monte Sant’Antonio. Il ministero della Difesa lo ha confermato al deputato di Sel Michele Piras, che aveva presentato un’interrogazione in merito, ma non ha indicato la natura degli inquinanti. Ci sarà una bonifica, ma non ci saranno risarcimenti per il Comune di Macomer, ente proprietario dei terreni sui quali insiste il poligono. Ieri, in commissione Difesa si è svolta la discussione sulla seconda interrogazione presentata da Piras (la prima venne discussa a settembre del 2015 alla presenza del sottosegretario Domenico Rossi) sul caso della discarica di residui di bombe a mano esplose nell’area del poligono di S’Ena Ruggia.

La seconda interrogazione era stata depositata a seguito delle notizie emerse da fonte militare circa la presenza oltre soglia di agenti inquinanti, «per chiedere – scrive il parlamentare – notizie sul punto (natura e provenienza delle sostanze rilevate), la immediata bonifica delle aree interessate e il risarcimento per il territorio». Gli ha risposto il sottosegretario Gioacchino Alfano. «La risposta – dice Michele Piras – è stata solo parzialmente soddisfacente e in larga parte, come spesso capita quando si ha a che fare con il ministero della Difesa, elusiva».

Il deputato spiega quindi che è stata data rassicurazione circa la «insussistenza di un rischio per la contaminazione del territorio, delle acque di falda, dei terreni e quindi della catena alimentare». La bonifica si farà. Prima, però, si dovrà procede a ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali in modo da ottenere informazioni su cui prendere decisioni per la bonifica del sito. «Viene comunicato – spiega Piras – che il piano di caratterizzazione delle aree individuate (procedura propedeutica alla bonifica) è stato approvato a settembre in sede di conferenza dei servizi. Non ci viene comunicata la natura delle sostanze rilevate, pur essendo confermata la presenza di un generico rischio oltre soglia in due punti sui 19 analizzati».

Il parlamentare aveva chiesto anche che il ministero risarcisse il Comune di Macomer per le conseguenze ambientali derivate dall’attività addestrativa e di tiro, ma il sottosegretario ha detto in modo chiaro che non ci saranno risarcimenti. «Viene categoricamente negata la sussistenza dei requisiti per azioni risarcitorie – prosegue Michele Piras –. In sede di replica alla risposta del sottosegretario Gioacchino Alfano ho segnalato la mia insoddisfazione, sottolineando sia la consueta evasività delle risposte quanto la superficialità con la quale vengono ancora oggi trattate queste vicende dal ministero, che sistematicamente si pone in posizione difensiva rispetto alle responsabilità delle Forze armate invece che a difesa dei diritti e degli interessi delle comunità locali. La discarica scoperta nell’area del poligono non può essere derubricata a fatto marginale o di scarso interesse. È stata commessa una palese violazione e si è colpevolmente lasciato che la popolazione corresse dei rischi. Credo si dovrà vigilare di più, tenere alta l’attenzione affinché non accada mai più ciò che troppo spesso, in una molteplicità di casi diffusi in tutto il territorio regionale e nazionale, accade». (t.g.t.)

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