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La giunta: tasse evase un piano di recupero

di Mauro Piredda

SINISCOLA. «Il sindaco, la Giunta e tutta la maggioranza, dal 5 giugno del 2016, hanno introdotto un nuovo metodo per gestire la “cosa” pubblica e cioè l’onestà politica. Ciò significa fare le cose...

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SINISCOLA. «Il sindaco, la Giunta e tutta la maggioranza, dal 5 giugno del 2016, hanno introdotto un nuovo metodo per gestire la “cosa” pubblica e cioè l’onestà politica. Ciò significa fare le cose secondo regole e giudizio, piuttosto che millantare soluzioni irreali e irrealizzabili o, peggio, falsificare ogni momento della vita pubblica in danno di quella di ogni amministrato». È quanto si legge in un documento dello schieramento politico che governa Siniscola in riferimento al dibattito sulle imposte locali. Come nell’ultima seduta consiliare, la maggioranza ha ribadito di non aver «mai promesso ciò che la situazione del momento non permette».

«Non corrisponde al vero – prosegue la nota – ciò che viene dichiarato da presunti “untori di verità” secondo i quali in campagna elettorale e in momenti successivi sia stato promesso di ridurre le tasse. Vero è invece che per far sì che le tasse diminuiscano, tutti i cittadini, sono tenuti al pagamento dei servizi erogati. Proprio per riuscire nell’intento si sono già avviate politiche di recupero dell’evaso».

Annunciato l’impegno di «somme dalla fiscalità generale diminuendo di fatto la pressione fiscale»: «Forse – hanno aggiunto gli esponenti della maggioranza – quest’ultima cosa è “sfuggita” a chi oggi sostiene il contrario e cerca, infogando la gente, sostegno che alla luce dei fatti non ha avuto e mai avrà dai cittadini siniscolesi. Quanto detto è infatti possibile leggerlo alla voce “tributi” delle linee programmatiche. Non abbiamo dimenticato ciò che è stato messo nero su bianco, ma anzi ci stiamo adoperando con forza perché ci sia più giustizia sociale». Per Orgoglio Siniscola «non si può pretendere da chi è in carica da soli 9 mesi la soluzione di tutti i mali che si sono accumulati nel corso degli ultimi 15 anni. Il mandato elettorale dura cinque anni e, per una buona valutazione dell’operato di questa maggioranza, bisognerebbe aspettare almeno qualche mese in più. Certo, se le condizioni generali di bilancio e di gestione della cosa pubblica fatte nel passato fossero state migliori, oggi avremmo potuto dire e fare cose diverse e, anziché guardare con rabbia e rammarico al passato, avremmo potuto guardare “solo” al futuro piuttosto che lavorare anche per porre rimedi allo sfascio del passato presente».

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