Nuovo centro Md: una svolta per il futuro dell’economia
Macomer, la struttura inaugurata giovedì nell’ex Legler servirà tutti i punti vendita dell’isola Dopo la chiusura delle fabbriche la zona industriale si avvia verso un processo di riconversione
MACOMER. L’apertura a Macomer del nuovo centro logistico del gruppo commerciale Md segna l’inizio della svolta del futuro economico del territorio. La struttura inaugurata giovedì a Tossilo ha valenza regionale, servirà infatti tutti i punti vendita del gruppo Md presenti in Sardegna, ed è il più grande e più moderno centro distribuzione merci presente nell’isola. Per certi aspetti, come ha spiegato l’assessore regionale Paolo Maninchedda intervenendo alla cerimonia di inaugurazione, segna la svolta produttiva della zona industriale di Tossilo e di Macomer le quali, dopo la crisi industriale che ha chiuso le fabbriche, si avviano verso un processo di riconversione puntando anche sulla logistica. Perché, come ha annunciato Maninchedda, di cose stanno per arrivarne altre, a partire da un altro centro logistico di un’altra importante azienda della grande distribuzione che dovrebbe aprire a breve nei magazzini ex Vinci lasciati liberi da Md. Ma ci sono anche nuovi progetti, tra i quali quello più specialistico di un gruppo che ha rilevato lo stabilimento ex Queen, e quello di Abbanoa, che sta acquisendo il depuratore di Tossilo e subito dopo trasferirà a Macomer la struttura logistica regionale. «Il tutto – ha detto l’assessore regionale – senza che sia stato investito un solo euro di finanza pubblica. Stato e Regione devono creare le condizioni di attrattività e il centro distribuzione merci di Md è il primo esempio di rivitalizzazione dell’area industriale».
Il cambiamento in atto a Tossilo è visibile passando lungo la ex Carlo Felice di fronte a quello che fu uno degli stabilimenti tessili più importanti d’Italia. Il parcheggio, deserto da un decennio e invaso da erbacce, oggi e pieno di macchine. Dietro la recinzione il grigio dell’opificio Legler è diventato giallo con linee blu, i colori sociali di Md.
Il centro merci si estende su una superficie di 204.000 metri quadri, più di venti ettari che equivalgono a oltre venti campi di calcio messi insieme. Le attività operano in capannoni e locali che coprono 42.200 metri quadri di cui 6.400 di celle frigorifere, 36.250 di deposito, 1800 di uffici, 2.750 di locali tecnici e officine. Il magazzino dispone di 15 mila posti pallet con 67 bocche di carico e scarico che possono gestire 89 containers in uscita e altrettanti in entrata al giorno. Arrivarci e facilissimo. La struttura aumenta del 50% la capacità distributiva del gruppo e a pieno regime può servire 200 punti vendita.
Il centro è posto tra la ex Carlo Felice e la ss 131 e non ha problemi di accessibilità. Da tutti i punti di vista è un impianto avveniristico, dotato di tecnologie e sistemi di gestione all’avanguardia, che magari dall’esterno non si notano, ma che consentono al centro di funzionare come un meccanismo perfetto. «È un impianto completamente informatizzato – ha spiegato il presidente di Md Patrizio Podini –, l’ordinazione delle merci resta ancora in mano ai direttori dei punti vendita, che sanno cosa serve in quel determinato periodo, ma non è escluso che prima o poi si arrivi a un sistema di gestione automatico». Poi ha spiegato la scelta di Macomer e della ex Legler. «In primo luogo per la posizione strategica – ha detto – e poi perché questi locali andavano in rovina ed erano da salvare. Se tutto va bene continueremo a investire nel territorio». La direttrice marketing del gruppo, Anna Campanile, ha sottolineato l’importanza della struttura e la sua collocazione al centro della Sardegna, in un punto collegato dai più importanti assi viari dell’isola. «Si tratta – ha detto – di una struttura importante in un territorio strategico». Il direttore tecnico, Alfredo De Rivo, ha descritto l’intervento di recupero che ha richiesto 14 mesi di lavori, nei quali sono state impiegate 24 imprese, quasi tutte sarde, con 80 operai al lavoro tutti i giorni. «Con le imprese sarde – ha detto l’ingegner De Rivo – ci siamo trovati bene e sono stati rispettati i tempi e il budget dei costi». (t.g.t.)
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