Quattrocento persone alla messa dedicata agli allevatori
DORGALI. Ha registrato il pienone l’ultimo incontro di Quaresima in avicinamento alla Pasqua, organizzato dalla parrocchia di Santa Caterina D’Alessandria con il mondo del lavoro. Dopo quelli con i...
DORGALI. Ha registrato il pienone l’ultimo incontro di Quaresima in avicinamento alla Pasqua, organizzato dalla parrocchia di Santa Caterina D’Alessandria con il mondo del lavoro. Dopo quelli con i ristoratori, gli agricoltori e gli artigiani, giovedi sera è stata la volta del caseificio della Società Cooperativa Pastori Dorgali. Alla celebrazione della messa officiata nel salone dell'azienda di via Fermi erano presenti circa 400 persone. Il parroco, don Michele Casula ha sottolineato: «Il momento di condivisione con la gente, le fatiche , le speranze e purtroppo anche le delusioni che spesso si incontrano nel lavoro». E il diacono ( in attesa di nomina ufficiale come vice), don Emanuele Martini, nella sua toccante omelia ha anche ricordato le sue origini come pastorello sui monti di Siniscola.
Prima della celebrazione, i soci della cooperativa hanno ricordato la recente esperienza di Sa Paradura, il dono delle pecore dei pastori sardi ai terremotati. Il presidente della cooperativa, Leornardo Salis , ha spiegato l'emozione provata personalmente al momento della consegna delle pecore ai colleghi pastori di Cascia. «Sono persone molto umili – ha detto Salis – che non si aspettavano il nostro dono. Noi siamo reduci dalle annate in cui il latte delle nostre pecore sta sempre perdendo prerzzo eppure non ci è mancato il buon cuore di dare una mano a qualla gente sfortunata».
Dello stesso avviso la testimonianza di Bachisio Ungredda, Fancello, il pastore più anziano della cooperativa che non è voluto mancare all'appuntamento in terra Umbra. Presente anche Alessandro Serra direttore di Coldiretti di Nuoro: «È stato un momento molto bello , vissuto e partecipato». (n.mugg.)
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