Oliena, i cittadini pronti a scendere in piazza: «Riaprite il ponte di Oloè»
OLIENA. Sono pronti a tutto i cittadini del “Comitato Oliena”, nato per protestare contro la chiusura del ponte di Oloè e i disagi provocati dalla chiusura della strada di Mughina, che praticamente...
OLIENA. Sono pronti a tutto i cittadini del “Comitato Oliena”, nato per protestare contro la chiusura del ponte di Oloè e i disagi provocati dalla chiusura della strada di Mughina, che praticamente ha isolato Oliena, Dorgali e Orgosolo.
Dopo il Consiglio comunale aperto ai tre comuni, che si è svolto la scorsa settimana a Oliena e al quale ha partecipato anche il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, i componenti del Comitato hanno voluto rivendicare il proprio ruolo nella vicenda inviando una lettera alle quattro amministrazioni coinvolte (oltre a Nuoro, Oliena, Orgosolo e Dorgali), alla Prefettura e alla Procura di Nuoro.
Nella lettera i firmatari denunciano la situazione di disagio e malessere dei cittadini, e soprattutto degli allevatori, costretti a macinare chilometri pur di raggiungere le proprie aziende. E puntano il dito contro la lentezza della politica e della burocrazia. Soddisfatto il sindaco di Oliena Martino Salis che ha ringraziato il comitato. È grazie alla lettera di protesta dei cittadini, infatti, che, secondo il sindaco, le istituzioni hanno preso a cuore il problema e stanno iniziando ad affrontare l’emergenza. Il comitato, come sottolineato dai portavoce Antonio Putzu e Sebastiano Puligheddu, è nato con intenti civili e pacifici ma «se la politica non darà risposte, siamo pronti anche ad azioni eclatanti. Siamo già in contatto con i cittadini di Dorgali ed Orgosolo. Tutti insieme siamo pronti a scendere in campo per protestare contro una situazione diventata ormai insostenibile». Come ribadito da Sebastiano Puligheddu «il bacino d’utenza dei quattro comuni è di 60mila persone. Non è pensabile che, in un periodo di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo, l’economia debba essere colpita pesantemente anche dai problemi legati alla viabilità».
Antonio Putzu ha anche tirato in ballo l’esercito, ricordando «che la Sardegna da sola copre il 65% delle servitù militari di tutta l'Italia, quindi perché non chiedere il loro intervento per arginare i disagi in attesa di risolvere definitivamente il problema dei ponti pericolanti?» «A queste istanze – fa sapere il comitato – non è stata data alcuna risposta». I due portavoce hanno infine confermato la disponibilità del comitato a sostenere le iniziative della politica per risolvere in tempi stretti la questione. «Altrimenti scenderemo in piazza», avvertono.
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