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Contributi per l’alluvione 2013 ancora bloccati dalla burocrazia

Contributi per l’alluvione 2013 ancora bloccati dalla burocrazia

A Macomer si abbattè una tromba d’aria che danneggiò diverse abitazioni e scoperchiò i tetti I beneficiari non incassano l’indennizzo perché nessuna banca sarda è stata autorizzata a erogarlo

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MACOMER. Sono stati ammessi a beneficiare dei contributi della Protezione Civile per i danni causati dal ciclone Cleopatra che la sera del 18 novembre del 2013 si abbattè anche su Macomer con una tromba d’aria che scoperchiò tetti e danneggiò diverse abitazioni, ma non riescono a incassarlo perché nell’elenco delle banche autorizzate a erogare gli indennizzi non figura nessun istituto di credito sardo. I beneficiari del contributo a fondo perduto per i danni subiti alle abitazioni a causa del ciclone Cleopatra oltre tenersi il danno, che a Macomer hanno fatto riparare da tempo, rischiano di subire anche la beffa di non poter avere i soldi assegnati perché non c’è nessuna banca della Sardegna autorizzata ad anticipare quanto poi lo Stato dovrebbe rimborsare. Non ci guadagnerebbero nulla, per cui non hanno interesse a farlo. Macomer sono stati ammessi a beneficiare degli indennizzi quattro cittadini che in quella sera del tardo autunno del 2013 videro scatenarsi l’inferno quando una tromba d’aria devastò le loro case. I danni furono più o meno ingenti. Li fecero riparare pagando di tasca perché a Macomer non è consigliabile trascorrere l’inverno senza finestre o col tetto scoperto. I soldi per risarcire il danno ora ci sono, se non tutti almeno una buona parte, ma non possono incassarli. L’elenco delle banche autorizzate a pagare è aggiornato a venerdì. Sono undici, per la gran parte banche di credito cooperativo di Liguria, Emilia, Fliuli, Lombardia e persino del Sannio nel sud Italia, ma neanche una che possa pagare chi ha subito i danni in Sardegna. A segnalare il problema sono le persone danneggiate che hanno ottenuto il risarcimento, le quali stanno tempestando il mondo di telefonate per trovare una soluzione. Finora hanno ricevuto solo la promessa vaga che prima o poi qualche banca presente in Sardegna aderirà all’iniziativa e avranno i soldi. Non si tratta di grandi cifre, ma per chi ha subito un danno sono comunque somme importanti. C’è chi deve ricevere quasi 5000 euro, chi 18 mila, un altro 34 mila e un altro ancora poco più di 22 mila. «Di fatto né noi né gli altri cittadini sardi potranno incassare le somme per i danni al patrimonio privato in quanto nessuna banca sarda risulta iscritta nell’elenco di quelle che possono erogare il finanziamento – dicono i danneggiati di Macomer –. Tutte le banche presenti nell’elenco non sono presenti nel territorio sardo e pertanto per loro politica non stipulano contratti con i cittadini sardi per concedere il finanziamento. Dove sono le banche vicine al territorio di cui parlano le pubblicità? Ci auguriamo che il messaggio arrivi attraverso la stampa dato che finora non è andato oltre gli sportelli».

I danneggiati dicono che l’unico aiuto ricevuto finora sono i mille euro a testa erogati dal comune. Tutti sono stati costretti a mettere mano al portafoglio per riparare prima dell’inverno i guasti subiti dai tetti e dagli infissi delle abitazioni. (t.g.t.)

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