Mamuthones e Issohadores testimoni dell’identità culturale
L’importante riconoscimento durante il convegno dell’Istituto italiano dell’Enciclopedia Treccani. Il sindaco di Mamoiada: «Gesti rituali di un sapere e di una tradizione che dev’essere preservata»
MAMOIADA. Il carnevale di Mamoiada è stato riconosciuto per la valorizzazione e la promozione dell'identità culturale. Era presente infatti il 7 aprile scorso, al Convegno organizzato a Milano dall’Istituto italiano dell’ Enciclopedia Italiana Treccani e dalla Regione Lombardia sul tema “Riti, miti e ricorrenze religiose – Come valorizzare il patrimonio identitario lombardo”.
«Un forum per mettere a confronto le buone prassi, lombarde, italiane e internazionali, allo scopo di valorizzare il patrimonio identitario perchè, come Regione, vogliamo mettere in campo strumenti innovativi per la sua valorizzazione». È quanto affermato dall’assessore alla Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Cristina Cappellini. Presenti, unici dalla Sardegna, a portare la propria testimonianza di comunità che porta avanti politiche di valorizzazione dei Mamuthones e Issohadores, Luciano Barone, primo cittadino di Mamoiada e Francesco Crisponi, assessore alla cultura.
«Abbiamo accolto con grande entusiamo l’invito a partecipare con altri importanti relatori a questo convegno che voleva porre la lente d’ingrandimento sulle pratiche di valorizzazione del nostro grande patrimonio culturale. Siamo stati orgogliosi di questa partecipazione anche in virtù delle grandi personalità che vi hanno preso parte» è il commento di un entusiasta assessore alla cultura.
Infatti all’avvenimento erano presenti il direttore della Fondazione Treccani Massimo Bray, che ha espresso apprezzamenti per il lavoro di Regione Lombardia e dell’assessore Cappellini in ambito culturale; lo storico dell’arte Philippe Daverio che ha tenuto una lectio magistralis sul tema, lo storico della medicina Andrea Carlino e il vice direttore dell’assessorato Giuseppe Costa che ha ricordato i numerosi interventi della Regione per il patrimonio identitario e quelli in itinere, tra cui la digitalizzazione.
Oltre a Mamoiada e ai suoi rappresentanti invece, hanno portato la loro testimonianza anche i referenti per il Carnevale di Bagolino (Brescia), la “Santa Crus” di Cerveno (Brescia), “La Notte della Taranta” (Puglia) e il Festival “Castelli umani” di Tarragona (Spagna). Il punto di partenza è stato lo studio sui processi di patrimonializzazione legati soprattutto al riconoscimento dei beni intangibili fatto dall’Unesco. In quindici anni si è in sostanza avviato un processo di identificazione dei beni immateriali in maniera molto eterogenea ed ora emergono diverse criticità e la necessità di un riassetto nel vasto panorama dei riconoscimenti.
Per Luciano Barone, l’importante momento di confronto è stato «portare la tua esperienza radicata nelle gesta rituali di un sapere e una cultura identitaria, che va preservata e resa in tutta la sua ricchezza».
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