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Ultimatum a Clivati «Dica chiaramente le sue intenzioni»

Ultimatum a Clivati «Dica chiaramente le sue intenzioni»

Un sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento per richiamare l’attenzione della politica e delle istituzioni sulla necessità di fare ripartire le produzioni di Ottana Polimeri e di Ottana Energia....

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Un sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento per richiamare l’attenzione della politica e delle istituzioni sulla necessità di fare ripartire le produzioni di Ottana Polimeri e di Ottana Energia. E, soprattutto, per richiamare l'imprenditore Paolo Clivati, partner della multinazionale Indorama, a mettere in campo i progetti per rilanciare la produzione della chimica di Ottana. Sempre che questi progetti ci siano. «Sì, perché – hanno detto i lavoratori in cassa integrazione – finora abbiamo sentito solo parole e promesse. Siamo di fronte a uno scenario in cui nulla si muove per definire positivamente la nostra vertenza». Gli impianti di Ottana Polimeri sono fermi da tre anni. La centrale termoelettrica di Ottana Energia, invece, non produce più da 13 mesi. Da quando, il 31 dicembre 2015, non venne prorogato da Terna il regime di essenzialità. E così i centocinquanta lavoratori dei due stabilimenti, che a Ottana hanno dato lavoro per 40 anni a centinaia di persone, sono in cassa integrazione. Il provvedimento sta per scadere. A settembre, se non ci saranno alternative, i lavoratori rischiano di ritrovarsi nell'elenco dei disoccupati. O in quello dei precari senza futuro. Le prospettive, allo stato attuale, sono drammatiche. "Di fronte a noi - hanno detto i lavoratori - intravediamo il baratro, per cui ci vediamo costretti a intraprendere una serie di iniziative con l'obiettivo di fare emergere la verità sulla scandalosa vicenda del nostro sito industriale". Un sito senz'anima, ridotto a un deserto. Senza progetti e senza futuro. "La nostra paura - hanno aggiunto i lavoratori - è che gli impianti vengano smantellati. Ma, questo, non lo permetteremo mai". Il rilancio del sito è legato alla ripresa della filiera del pet (plastica per bottiglie) e al riavvio della centrale termoelettrica. Che, però, non può più marciare a olio combustibile, inquinante e dannoso. La prospettiva è il gas metano. Che, però non potrà arrivare prima del 2021. Nel frattempo, il dilemma Ottana non potrà rimanere irrisolto. Sul tavolo della politica c'è il futuro di un territorio. Ora sull'orlo del baratro.(f.s.)

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