La Nuova Sardegna

Nuoro

CONVEGNO ALLA SATTA

La scienza su Gesù: «Morì per asfissia»

di Paqujto Farina

NUORO. Al convegno “La morte di Cristo in croce: quali ipotesi scientifiche?”, un incontro promosso dall'associazione culturale Atlantide, l'auditorium della biblioteca Satta a malapena è riuscito a...

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NUORO. Al convegno “La morte di Cristo in croce: quali ipotesi scientifiche?”, un incontro promosso dall'associazione culturale Atlantide, l'auditorium della biblioteca Satta a malapena è riuscito a contenere l'intero parterre accorso ad ascoltare il cardiologo Giannetto Congiu e il cappellano dell'ospedale San Francesco di Nuoro, don Bernard Domaigné. I lavori, coordinati dal giornalista Antonio Rojch, sono stati aperti da don Domaigné, che con la relazione “Il racconto della Passione di Cristo” ha inquadrato gli accadimenti nel contesto storico-religioso, esaminando ciò che i vangeli ci hanno tramandato.

Malgrado i quattro evangelisti non si siano addentrati in dettagli medico-fisiologici, hanno però lasciato tante tracce e indizi che un medico può oggi pronunciarsi scientificamente sugli ultimi attimi di vita terrena di Gesù. L’angoscia in lui si manifesta già durante l'ultima cena e, come racconta il vangelo di Luca, che fra l'altro è medico, al monte degli Ulivi «il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra». «È un fenomeno chiamato ematoidrosi – ha spiegato Giannetto Congiu – che si manifesta nei casi in cui si prova una grande angoscia e patimento: le ghiandole sudoripare subiscono una dilatazione e comprimono i capillari che si rompono. Il sangue così si mescola al sudore e la miscela sale in superficie»

Il cardiologo nuorese li ha descritti come grumi, trombi, che scivolano verso il basso. Già fisicamente molto provato, Gesù viene quindi arrestato e dopo il processo, con la durissima prova del flagellum, le sue condizioni di salute precipitano. Legato a una colonna, i colpi lo raggiungono ovunque. Dileggiato e schernito dalla folla, affronta il Calvario, un chilometro circa di sforzo aggiuntivo, giungendo al Golgota in preda a forti traumi ed emorragie. Subisce la crocifissione, inchiodato anche ai piedi da un grosso chiodo che è conficcato davanti al malleolo, con lesione del nervo peroneale, che provoca dolori inimmaginabili. Sulla croce Gesù rimane circa tre ore, e le cause della morte sono diverse: insufficienza respiratoria e accumulo di sangue negli arti inferiori, che limitando il flusso verso il cuore provoca un infarto al miocardio, accompagnato da un ultimo grido. Marco ne parla, Luca che è medico no.

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