Processo per le rapine un’udienza a Lanusei e poi il trasferimento
Una soluzione tecnica per superare i problemi di sicurezza Il passaggio sarà preceduto da una dichiarazione ufficiale
LANUSEI. Da Lanusei a Bancali.Tutto è pronto per il processo più atteso dell'anno: le notifiche sono partite, i difensori stanno affilando le loro armi e tutti gli adempimenti formali, previsti nei sette giorni precedenti la prima udienza, verranno presto espletati. L'unica cosa che manca ancora è l'ufficialità sulla sede definitiva del procedimento penale contro la banda dei portavalori. Ma la strada è tracciata. Dopo le innumerevoli indiscrezioni su trasferimenti in questo o quell'altro palazzo di giustizia della Sardegna o sulla possibilità di adattare una sede alternativa a Lanusei, si è arrivati ad una soluzione che potrebbe sembrare salomonica. La prima udienza del maxi processo dovrebbe tenersi a Lanusei. E nel corso della giornata inaugurale verrà richiesto (e quasi sicuramente ottenuto) il trasferimento nell'aula bunker di Bancali. Una soluzione tecnica che viene considerata ineccepibile, anche perché le problematiche di sicurezza sollevate a più riprese nei riguardi del palazzo di giustizia ogliastrino riguarderebbero anche quelli di Nuoro e Cagliari. La soluzione Bancali, un bunker realizzato all'interno del moderno penitenziario sassarese, farebbe “tabula rasa” di tutte le questioni relative alla sicurezza messe in campo dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dalla Procura generale. Il passaggio sarà comunque preceduto, subito dopo Pasqua, dalla dichiarazione ufficiale del presidente del Tribunale. Spetta alla dottoressa Paola Murru dire l'ultima parola e dovrà sciogliere la riserva. Ci si avvicina, così, a grandi passi alla data fatidica del 28 aprile in un clima di caotica incertezza. Che un processo seppure rilevante come quello istruito dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo, che ritiene i 31 imputati componenti e fiancheggiatori di un'associazione criminale in piena regola, potesse mettere in subbuglio l'intero sistema, era davvero difficile immaginarlo. Ed invece ha scatenato il finimondo. Con gli avvocati ogliastrini pronti a salire sulle barricate per evitare lo “scippo” del processo e rivendicare il diritto del territorio all'amministrazione della giustizia. Eppure non è la prima volta che l'Ogliastra ospita processi di rilevanza nazionale. Il primo procedimento penale in Sardegna per associazione di stampo mafioso venne celebrato proprio a Lanusei. E qui, al termine del dibattimento arrivò la condanna dell'ex sindacalista della Cgil Maria Ausilia Piroddi.
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