Opposizione all’attacco: «Bilancio, troppi ritardi»
I nove consiglieri comunali di minoranza: «Non vengono rispettate le scadenze» Denunciata anche «la svendita di beni comunali, alcuni di grande valore»
NUORO. In un documento firmato da tutti e nove, dopo aver ricordato le bacchettate che la Regione ha dato al Comune per i ritardi sull’approvazione nel bilancio di previsione, chiedono alla giunta comunale se esista o meno «un’idea del bilancio di previsione, di come garantire il pareggio di bilancio, di come si finanza il piano delle opere pubbliche». I consiglieri comunali di opposizione Sandro Bianchi, Basilio Brodu, Giampietro Gusai, Giuseppe Montesu, Leonardo Moro, Nicola Porcu, Pier Luigi Saiu, Mara Sanna e Tore Sulas, partono all’attacco, dunque sul ritardo, da parte dell’amministrazione comunale, nell’approvazione del bilancio di previsione.
«Si dovrebbero rispettare le vere scadenze di legge nell’approvare compiutamente i documenti contabili – scrivono i nove consiglieri comunali – ad oggi non è stata convocata neanche la commissione consiliare competente». Secondo gli stessi consiglieri comunali sembrerebbe che il Comune voglia «millantare per il terzo anno consecutivo le entrate fantasma del piano delle alienazioni, questa volta per oltre 9, 5 milioni di euro nel triennio 2017/2019». E a questo proposito, infatti, denunciano «la svendita dei beni comunali e una pericolosa destrutturazione del piano immobiliare di grande valore, non solo economico, del quale ancora, a due anni dal proclama, si attende il censimento completo. Si pensi, ad esempio, che l'ex Convento delle Carmelitane Scalze viene valutato 3,645 mln di euro e potrebbe essere alienato per meno di 3 mln di euro. Si vuole infatti procedere con la svendita al ribasso fino al 20% rispetto agli ultimi fallimentari tentativi».
L’opposizione vuole piuttosto sapere, dal Comune, «quali fondi si mettono a disposizione per il Consorzio per la pubblica lettura S. Satta. Quali per i servizi alla persona, per lo sport, per il verde e per le manutenzioni».
E poi, scrivono i nove consiglieri, «vorremmo vedere l'applicazione del piano economico finanziario sulla tassa sui rifiuti (Tari), palesemente taroccato nelle entrate con premialità non dovute e sottodimensionato nelle uscite. Vogliamo proprio sperare di non vedere appostata in bilancio la cifra di 1,7 mln di euro dell'ingiunzione allo Stato, tutt'altro che certa, sarebbe l'ennesima improvvisazione nell'affrontare le emergenze».
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