La Nuova Sardegna

Nuoro

Scoperti 473 fabbricati fantasma nelle campagne di Macomer

Scoperti 473 fabbricati fantasma nelle campagne di Macomer

Non sono mai stati dichiarati al catasto: i proprietari possono ricorrere al ravvedimento operoso Nessuna grande costruzione, nella maggior parte dei casi solo ricoveri per il bestiame o depositi

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Sono 473 gli immobili rurali mai dichiarati al catasto rilevati nel territorio del Comune di Macomer dall’Agenzia delle entrate. I fabbricati fantasma sui quali non sono state mai pagate le tasse sono indicati con gli estremi catastali (foglio e numero) nell’elenco pubblicato sul sito dell’Agenzia. In Sardegna sono 54 mila. Quelli che il fisco ha scoperto in territorio di Macomer sono quasi l’un per cento del totale. Non si tratta di grosse costruzioni. Nella gran parte dei casi sono tettoie o capannoni realizzati nelle aziende di allevamento per ricoverare il bestiame o per conservare il fieno, in qualche caso sono locali per il deposito di attrezzi realizzati nelle vigne o in altri terreni o prefabbricati di piccole dimensioni a servizio di un fondo.

Di qualunque cosa si tratti, non sono però sfuggiti alla rilevazione. Per evitare di incorrere in sanzioni pesanti i proprietari possono accatastare gli immobili procedendo col ravvedimento operoso, cioè di loro iniziativa e con penalità minime. Se invece non faranno niente, gli uffici dell’Agenzia delle entrate interverranno con l'accertamento fiscale che prevede l'applicazione delle sanzioni e dei costi sostenuti. La maggior parte dei casi individuati in territorio di Macomer (oltre un terzo) si sono conclusi con aggiornamento. Ciò significa che il processo di accertamento si è concluso a seguito della produzione di tutti gli atti di aggiornamento catastale da parte dei soggetti interessati o, in caso di inadempienza da parte di questi ultimi, dall’Ufficio provinciale. Per altri il processo di accertamento è stato avviato dall’Ufficio provinciale competente ed è ancora in corso Pochi i fabbricati per i quali il processo di accertamento è stato concluso dall’Ufficio che ha verificato l’insussistenza delle condizioni per procedervi in quanto non hanno caratteristiche per le quali è previsto l’accatastamento (sono quelli con superficie coperta inferiore a otto metri, le serre, pollai e porcilaie alte meno di 1,8 metri). Per altri ancora, invece, l’accertamento è in corso e l’Ufficio che ha riscontrato le condizioni di accatastabilità dei fabbricati mai dichiarati identificati, ha attribuito la rendita catastale provvisoria.

Gli immobili fantasma sono diffusi un po’ dovunque. Sono sfuggiti al fisco fintanto che non si è proceduto con le rilevazioni aerofotogrammetriche e con i software che consentono il raffronto tra le foto aeree e le mappe catastali. Il tutto in modo automatico e non più, come si faceva una colta, col tecnico che cerca con la lente sulla mappa catastale la presenza di case fotografate dall’alto. A dimenticare di accatastare il fabbricato rurale non è solo il contribuente poco avveduto, ma anche gli enti pubblici. Negli elenchi pubblicati negli anni scorsi c’erano anche il comune e il Consorzio industriale. (t.g.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative