La Nuova Sardegna

Nuoro

Storia di Macomer: la nascita dei caseifici

Un volume di Giovanni Cucca ricostruisce gli anni tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento

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MACOMER. Il viaggio nella storia di Macomer intrapreso vent’anni fa da Giovanni Cucca prosegue col racconto dell’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi cinque anni del Novecento, quando con i caseifici iniziò lo sviluppo industriale della città. Il secondo tomo di «Macomer - Documenti, cronache e storia di una comunità- Ottocento: da Vittorio Emanuele II a Umberto 1°» è in questi giorni in libreria e, come con i precedenti volumi di una monumentale opera sulla storia della città, che non è ancora conclusa, ha suscitato da subito l’interesse dei tanti che nella ricerca e nel lavoro di Cucca trovano l’impegno dello storico appassionato delle vicende del passato della sua città, che racconta con i documenti recuperati attraverso un lavoro certosino portato avanti negli archivi storici e nei fondi antichi delle biblioteche. Di volumi sulla storia di Macomer (si tratta di libri con più di 800 pagine ricche di dati, documenti e racconti tratti dalle cronache dell’epoca) ne sono usciti sette. Giovanni Cucca, che ha quasi 90 anni, ma ha l’entusiasmo e le capacità di un trentenne, ne ha annunciato un altro: «Novecento Regno di Vittorio Emanuele III 1900-1946», che conta di pubblicare a breve o, come dice lui, «vista l’età, prima di morire». Nel volume in edicola conclude il racconto della storia di Macomer nell’Ottocento e accompagna il lettore in un viaggio nel periodo della Bella Epoque, che sfiorò appena Macomer dove arretratezza e sfruttamento tenevano la gente i una condizione di eterno Medioevo.

Le cose, però, seppure lentamente iniziavano a cambiare. La ferrovia portò gente e idee nuove che aprirono orizzonti diversi e avviarono un processo di sviluppo su presupposti diversi da quelli di un’agricoltura ancorata a sistemi arcaici. Come spiega l’autore, «l’esposizione degli avvenimenti è articolata all’interno di cinque legislature» dal 1890 a 1904. C’è il racconto della devastazione delle vigne causata dalla fillossera che portò all’istituzione a Macomer di un regio vivaio per la distribuzione di viti americane resistenti alla malattia. Ci cono la vertenza tra il parroco e il comune per il pagamento del predicatore quaresimale, il racconto delle reazioni scatenate nell’aristocrazia locale guidata dal conte Gioacchino Pinna, dalla vittoria dei Democratici alle elezioni comunali del 1892, e c’è la storia dell’ampliamento del cimitero. Di grande interesse le cronache dei fatti dell’epoca, a partire dalla visita in Sardegna del re Umberto 1° e della regina Margherita che nel viaggio da Cagliari a Sassari fecero sosta nella stazione di Macomer. (t.g.t.)

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