Piccoli segnali di ripresa «Aziende in crescita»
Piana (Confesercenti): vediamo quante riusciranno ad avere una prospettiva Nuove aperture nel Nuorese e in Ogliastra, aumentano anche gli occupati
NUORO. I veri pionieri della micro-accoglienza diffusa, di una sorta di bando “Sprar” ante litteram, a Nuoro città, sono stati alla parrocchia di Beata Maria Gabriella: da circa tre anni, seppur non in modo continuato, assistono una famiglia nigeriana composta da mamma, papà e tre piccoli frugoletti. «Il nostro dovere è quello di aiutare il prossimo – spiega il parroco don Pietro Borrotzu – ma il vero problema, della micro-accoglienza è trovarne una fine, un termine, una via d’uscita perché non può durare in eterno. Il vero problema non è l’accoglienza, ma il dopo, il percorso di inserimento di questi rifugiati, il lavoro che scarseggia per tutti».
A seguire, poco più di un anno fa, ad accogliere un piccolo gruppetto di migranti, ci hanno pensato anche i parrocchiani della chiesa del Rosario, e in particolare una famiglia del rione che ha ceduto in comodato d’uso gratuito all’associazione Migrantes un suo appartamento, ribattezzato “Casa Moro”, a pochi passi dalla chiesa, perché venisse destinato all’accoglienza dei rifugiati e dei bisognosi. «Per noi – spiega il parroco don Totoni Cossu – si tratta solo di esercitare la carità, come dice San Paolo. Ne ho parlato anche questa mattina, alla fine della messa. Casa Moro è questo, in fondo, e il bando Sprar non fa che seguire questo spirito dell’accoglienza nelle comunità».
È la chiesa nuorese con il prezioso contributo di cittadini e associazioni, ad aver intrapreso, dunque, da tempi non sospetti, una strada – quella del bando che prevede la sistemazione dei migranti nelle case private a spese dello Stato – che in questi giorni sta scatenando le polemiche a Nuoro città, sta infiammando il dibattito su internet, sta persino creando tensioni all’interno di uno stesso partito. Succede nel Pd nuorese. Dopo un botta e risposta avvenuto nei giorni scorsi tra le varie correnti cittadini dei democratici, ieri, a cercare di mettere la parola fine allo scontro interno e a dettare la linea sulla questione migranti e accoglienza, ci ha pensato il segretario cittadino del partito, Francesco Manca. Che in un comunicato ricorda che «Il Partito Democratico nasce come partito della Costituzione e sui valori costituzionali trova la sua ragione d'essere. Le migliori tradizioni cristiane e socialiste, democratiche e progressiste del Paese hanno sempre lottato contro ogni razzismo culturale ed economico per promuovere l'inclusione e l’integrazione di ogni essere umano. Chiunque metta in dubbio questa condizione di esistenza del Partito Democratico, senza peraltro capire neppure il merito delle proposte, ha senza dubbio sbagliato casa, per quanto la frequenti da poco, ricevendo solidarietà cameratista che nulla c’entra con la storia politica di chi la esprime».
Ma al di là dei partiti, delle polemiche, e del dibattito on line, a Nuoro città, tutto sommato, sono più i segnali di risposta positiva al progetto di micro-accoglienza, di quelli di netta contrarietà. Prova ne sia che, come ha ricordato nei giorni scorsi, presentando il bando, l’assessore Valeria Romagna, «abbiamo ricevuto decine di telefonate e richieste di informazioni in Comune per sapere quali erano i termini del bando per mettere una casa a disposizione dei rifugiati, a spese dello Stato. Ci sono arrivate richieste anche dai paesi del circondario, ma ovviamente noi possiamo gestire solo quelle di Nuoro. È un progetto, questo della microaccoglienza diffusa sul quale crediamo molto, come Comune, e siamo sicuri che la nostra comunità risponderà in modo positivo. Come Comune abbiamo aderito anche alla possibilità di accogliere minori non accompagnati. È un segno di civiltà. In totale, in città, arriveranno 124 migranti».
Le richieste di informazioni sono state così numerose che il Comune molto probabilmente estenderà di qualche giorno, oltre il 26 aprile, la possibilità per i cittadini di presentare la propria disponibilità di alloggio.
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