Agenzia per la casa, il comune di Ollolai recupera la sua storia
Proposta di legge della Base dopo gli alloggi a 1 euro Arbau: «Risposta al bisogno abitativo delle fasce deboli»
OLLOLAI. Attenzione verso il patrimonio immobiliare, alla sua gestione e al suo recupero. Opportunità economiche, lavorative, turistiche che nascono e possono ancora sorgere grazie all’applicazione della legge regionale n. 8 del 23 aprile 2015, al punto dove viene disciplinato il progetto Case a un euro. E il comune di Ollolai, primo nell’isola ad applicare la misura, ha già sperimentato il recupero di due ruderi del centro storico, che sono in via di riqualificazione grazie alla volontà di due acquirenti che, appunto, ne hanno visto una opportunità da sfruttare. Ed è proprio in questo senso che il municipio si è fatto promotore di un appuntamento che vuole venire incontro alle necessità delle imprese e dei proprietari desiderosi di scoprire nuove tecniche di riqualificazione e quindi nuovi materiali. Per la giornata del 28 aprile infatti è stato organizzato un convegno a partire delle 9,30 nella sala consiliare sul ripristino delle facciate esterne. A spiegare al pubblico le nuove tipologie di materiali saranno infatti i rappresentanti del colorificio San Marco. «È importante intervenire sul patrimonio immobiliare storico in modo da preservare il più possibile quelle che sono le caratteristiche archittetoniche delle nostre comunità barbaricine, e questo convegno rappresenta un momento di confronto tra gli operatori del settore» sottolinea Efisio Arbau, primo cittadino di Ollolai e presidente della Base Sardegna, movimento politico che, proprio per dare una strutturazione maggiore anche alla gestione del progetto Case a un euro, ha presentato in consiglio regionale nei giorni scorsi, tramite il consigliere regionale Gaetano Ledda una proposta di legge che prevede l’istituzione di una rete di “Agenzie sociali per la casa”. «Si tratta di soggetti senza finalità di lucro – spiega ancora Arbau – per dare una risposta al bisogno abitativo delle fasce deboli della popolazione e aiutare gli enti pubblici, soprattutto i medi e piccoli Comuni che si trovano a gestire patrimoni immobiliari immensi spesso inutilizzati o sottoutilizzati». Soggetti senza finalità di lucro che possono fare anche da tramite nella gestione della domanda turistica relativa alla necessità di trovare nei territori delle strutture per lunghi pernottamenti, dal momento che le zone rurali della Sardegna rappresentano un unicum in termini di qualità della vita.
Diverse le funzioni che andrebbero svolte dai nuovi soggetti. Oltre che da tramite tra pubblico e privato, anche quella di garante verso i proprietari degli immobili per quei soggetti deboli che si trovano in difficoltà per il pagamento del canone di affitto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
