I moti di Su Connottu rivivono in piazza con 50 figuranti
Uno straordinario successo per la bella rievocazione E il cuore della città si tuffa nei tumulti del 26 aprile 1868
NUORO. Uno spettacolo di colori, arte e tradizione la rappresentazione “Paskedda Zau a su connottu”, del 26 aprile 1868, messa in scena nelle vie del centro storico sotto la direzione del regista Gianluca Medas. Un fatto storico nuorese, realmente accaduto, fatto rivivere da tre associazioni folkloristiche e culturali: la Pro loco e i gruppi “SaludoS” e “Santu Predu”. Un copione riguardante uno degli avvenimenti più significativi della storia nuorese rivisitato dal regista Medas, che si è avvalso della collaborazione di studiosi di “cose nuoresi” come Michele Pintore, che si è occupato, attraverso le sue ricerche, della ricostruzione storica mettendo insieme i pezzi di un avvenimento sconosciuto ai più e quasi totalmente dimenticato.
La rappresentazione, ha avuto inizio a mezzogiorno nella splendida cornice della chiesetta di Santu Caralu (San Carlo), nel cuore dello storico quartiere di Santu Predu, è stata seguita da un folto pubblico, rapito dalla rievocazione di scene d’altri tempi grazie anche agli antichi costumi indossati dai figuranti. «Paskedda Zau: a su connottu” in piazza è stata solo un assaggio di uno spettacolo molto più ampio che è in fase di preparazione per il prossimo anno in occasione del centocinquantesimo anniversario dei moti di “Su connottu” del 1868 che videro la popolazione nuorese ribellarsi alle decisioni politiche in merito all’assegnazione delle aree agricole e da pascolo e all’oppressione dei cosiddetti “printzipales” a seguito della legge sulle chiudende. I protagonisti della rappresentazione sono stati interpretati da Marco Moledda nei panni del poeta Salvatore Rubeddu, al quale è stata data voce attraverso la riproposizione dei versi riguardanti le cronache del tempo. Mentre Paskedda Zau, la donna che guidò la sommossa nuorese, è stata magistralmente interpretata da Vittoria Marras. L’opera, che ha coinvolto numerosi partecipanti, si è protratta per oltre mezzora e ha letteralmente trascinato il pubblico dalla chiesetta che ospita le spoglie dello scultore Francesco Ciusa, fino alla casa storica di “Palazzo Martoni”, in via Chironi, che era la sede, al tempo dei “Moti de su connottu”, della casa comunale nella quale avvenne la storica sommossa del popolo nuorese ai danni dell’amministrazione.
All’ingresso dello storico edificio è stato possibile assistere alla seconda parte della rapprentazione, accompagnata dalla voce di Alessandro Melis e dal suono della chitarra di Fabrizio Bandinu, che hanno coadiuvato i passi recitati, eseguendo altri pezzi caratteristici dell’avvenimento del poeta Rubeddu.
I costumi tradizionali nuoresi sono stati indossati dai circa cinquanta figuranti che hanno preso parte all’iniziativa culturale: uomini, donne e bambini che, attraverso lo studio certosino dell'abbigliamento storico, non hanno avuto difficoltà a immergersi nelle vesti dei protagonisti di una vicenda così lontana nel tempo.
Tutto è stato perfettamente inscenato e interpretato, a partire dal vestiario, anche grazie alla collaborazione dell’Arma dei carabinieri che ha fornito le divise storiche del periodo. L’iniziativa vuole diventare un vero e proprio evento culturale utile non solo alla memoria storica ma anche a valorizzare il panorama culturale nuorese.
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