Lanusei, il sindaco: «No al trasferimento del maxi-processo»
LANUSEI. Le motivazione del presidente del tribunale di Lanusei Paola, Murru, addotte per giustificare il trasferimento del maxiprocesso nell'aula bunker del carcere di Sassari, non hanno convinto il...
LANUSEI. Le motivazione del presidente del tribunale di Lanusei Paola, Murru, addotte per giustificare il trasferimento del maxiprocesso nell'aula bunker del carcere di Sassari, non hanno convinto il sindaco, Davide Ferreli. Che rimane fermo sulle sue posizioni. «Io non riesco a concordare con questa posizione – incalza il primo cittadino – perché è una prova che il sistema sardo dei tribunali non è adeguato a svolgere all’interno delle proprie strutture tutti i processi, anche quelli più complessi. Come invece dovrebbe essere». Per Ferreli, a questo punto, a non essere sicuro è tutto il sistema dei tribunali, non solo quello di Lanusei. «Eppure anche Lanusei, come Sassari, ha anche un carcere. Ma forse – prosegue – ci si dimentica che esistono progetti di investimento, in sicurezza e in strutture, in capo alla procura generale. Ma sono fermi, ormai da troppo tempo». Il sindaco sposta l’attenzione su un altro aspetto che ha però a che fare, ancora una volta, con i servizi. «Ci raccontano che anche le strade dell’Ogliastra hanno la loro colpa, ritenute tortuose e troppo pericolose. Eppure, quando si parla di sanità, ai malati ogliastrini si chiede di spostarsi verso altri ospedali su quelle stesse strade, per l’occasione stranamente percorribili». Ed ancora: «La decisione penalizza senz’altro tutto il sistema dei tribunali e delle carceri sarde, ma in modo diretto avvilisce un territorio intero, quello dell’Ogliastra. Un’Ogliastra che non solo perde ogni potenziale beneficio in termini di immagine e di ricaduta economica sul territorio, ma che soprattutto viene privata della possibilità di esercitare un diritto fondamentale: il diritto alla legalità.Questo spostamento – è la sua conclusione – è più grave di quello che appare». (g.f.)
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