Tuffo nella storia della Sardegna
Venerdì 28 aprile in biblioteca un incontro con Umberto Oppus
GAVOI. L’amministrazione comunale di Gavoi ricorda “Sa die de sa Sardinna” con un tuffo nella storia dell’isola e del paese barbaricino. «Lo fa – precisano gli organizzatori – grazie alle opere di Umberto Oppus, ricercatore assiduo e infaticabile che, dopo essersi immerso negli archivi dell’allora Ducato di Mandas, in Italia e Spagna, consultando migliaia di documenti, ha dato alle stampe diversi saggi che propongono un viaggio nella storia del ducato e una visione degli aspetti sociali, economici, comunitari legati ai rapporti con l’amministrazione della giustizia. Nel saggio dal titolo “Sa giustizia ti cruxat- L’amministrazione della giustizia in Sardegna tra il XVI e il XIX Secolo - Il caso del Ducato di Mandas”. Oppus ricostruisce il ruolo esercitato dal feudatario nella gestione della giustizia delegata dal re. «Il risultato finale – si specifica nel comunicato – è quello di un saggio che, oltre alla storia dei duchi, analizza le figure dei funzionari delegati alla gestione e amministrazione della giustizia».
Nel viaggio di Oppus numerose sono anche le informazioni e le indagini suggestive che riguardano Gavoi e i paesi della Barbagia di Ollolai: uccisioni con lo schioppo o con rasoiate, vendette incrociate a fucilate e spietate bardane, infatti, hanno lasciato una lunga scia di sangue nei secoli di vita del feudo. Ogni “villa” ha sperimentato la ribellione alle vessazioni o semplicemente azioni di criminalità comune e questo Umberto Oppus racconterà al pubblico nel nuovo appuntamento con la storia della Sardegna venerdì alle 18,30 nella biblioteca comunale di Gavoi.
«Anche quest’anno – affema Enrico Mura, assessore comunale della Cultura e Identità – vogliamo ricordare Sa die de sa Sardinna scoprendo un altro spicchio della nostra storia, ampliando la conoscenza della nostra identità che crediamo possa divenire consapevolezza dell’essere sardi in un modo nuovo. Solo con radici solide – conclude Mura – si può, infatti, guardare a un futuro di progresso per le nostra comunità». (g.m.s.)
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