La città si prepara a celebrare la festa del santo più amato
Il priore uscente ha raggiunto il santuario alle porte di Lula Domani notte al via il lungo pellegrinaggio dei novenanti
NUORO. Il capoluogo barbaricino si prepara a rinnovare i riti per San Francesco di Lula. Entrano nel vivo i festeggiamenti di una delle ricorrenze più sentite del centro Sardegna che celebra tra storia e tradizione, fede e folklore la devozione nei confronti del celebre santo di Assisi. Secondo la leggenda infatti il famoso santuario campestre a due km da Lula fu costruito da un bandito nuorese nel lontano 1785 quale ringraziamento al santo per averlo aiutato a dimostrare la sua estraneità a un delitto di cui era accusato. Ieri mattina dalla chiesa del Rosario, nel cuore del rione di Santu Predu, gli attuali priori Stefano Flamini e la moglie Nadia Secchi, ancora impegnati negli ultimi preparativi, sono partiti intorno alle 10 in direzione del Santuario di Lula, dopo aver ricevuto la consueta benedizione dal parroco don Totoni Cossu. Al tradizionale rito erano presenti anche i nuovi priori Salvatore Siotto e Stefania Usai che assumeranno l'incarico l'8 maggio. «Seguendo gli insegnanti del santo di Assisi quest'anno le celebrazioni saranno dedicate agli ultimi,– commenta Stefano Flamini qualche ora prima della partenza verso il santuario –. Il mio invito a partecipare al pellegrinaggio e alla novena è rivolto all'intera isola, a tutti i devoti a San Francesco».
La città vivrà uno dei momenti più toccanti del sentimento religioso la notte di domani 30 aprile quando a mezzanotte dalla chiesa del Rosario una fiumana di pellegrini provenienti da ogni angolo dell'isola batterà con la mano la porta d'ingresso della chiesa e si incamminerà fino all'alba, ciascuno con la propria "promessa", in direzione del suggestivo santuario dedicato a San Francesco. «Questo è il mio 88esimo anno a San Francesco –racconta con un filo di emozione tzia Elene Tedde, la più anziana novenante e componente del comitato di aiutanti –. È cambiato tanto dalle prime volte in cui mi racavo da bambina e credo che per far sopravvivere la festa bisognerebbe ritornare a " su connottu».
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