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Macomer è al buio impianti vecchi e molti lampioni rotti

Macomer è al buio impianti vecchi e molti lampioni rotti

La rete di illuminazione pubblica è a pezzi: ha più di 20 anni L’assessore Manus: «È necessario un intervento strutturale»

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MACOMER. Il primo obiettivo è quello di ridare luce all’abitato di Macomer dove, circolando di notte, sembra di percorrere strade dei primi del Novecento, quando le vie erano illuminate da lampioni a gas di carburo. Oggi chi passa a Macomer nelle ore notturne percepisce una sensazione di oscuramento. Il piano illuminotecnico approvato nei giorni scorsi dalla Giunta pone le basi per cambiare una situazione insostenibile. A breve sarà portato all’esame e all’approvazione del Consiglio. Poi sarà necessario trovare le risorse per realizzare gli interventi.

L’impianto di pubblica illuminazione a Macomer non svolge la funzione per la quale è stato realizzato e consuma energia elettrica come se fosse efficiente. Le strade in penombra, per non dire al buio, sono un problema di sicurezza, sia per quanto riguarda i malintenzionati che per l’incolumità dei cittadini e la circolazione. Poi ci sono i consumi. Un impianto vecchio come quello di Macomer costa all’anno attorno ai 200 mila euro di bollette elettriche ma con risultati che si potrebbero ottenere con alcuni pacchi di steariche. Consuma come una Ferrari ma con prestazioni da motocarro. Giusto per avere un’idea della situazione, quasi un quarto dei lampioni sono spenti o funzionano a intermittenza. Nella parte vecchia (l’impianto è stato rifatto in piazza Sant’Antonio e in alcune vie del Contratto di quartiere 2) la resa luminosa dei lampioni può essere paragonata a quella di una lampadina a incandescenza. «Quando nel 2013 siamo stati chiamati al governo della città, abbiamo trovato una rete di illuminazione pubblica a pezzi sulla quale non si registravano interventi infrastrutturali seri e importanti da oltre 20 anni – dice l’assessore ai lavori pubblici del comune, Marco Manus –. In questo contesto il nostro primo obiettivo fu quello di recuperare sul piano della qualità il servizio manutentivo affidandoci al mercato, quindi a ditte specializzate grazie alle quali si è riusciti, in tantissime situazioni di blackout, a far ripartire impianti logori. Abbiamo cercato di amministrare le risorse con oculatezza garantendo in primo luogo le manutenzioni e le riparazioni 24 ore su 24. Ciò che serve a Macomer è però un intervento strutturale e definitivo».

La decisione di affidare a un professionista l’incarico di predisporre uno studio nasce dall’esigenza di individuare nel dettaglio le criticità e i rimedi, ma soprattutto i costi degli interventi. Il piano, elaborato all’ingegnere Adriano Marredda di Sedilo, fa un censimento e l’analisi dello stato di fatto dell’illuminazione pubblica (di ogni singolo palo), ed è integrato da un piano di intervento e dalle valutazioni economiche. «La situazione che è emersa non è rassicurante – dice l’assessore Manus –. È causata dal fatto che l’impianto è vecchio, ma anche dall’assenza di interventi strutturali nei decenni passati, e soprattutto da una manutenzione inadeguata negli ultimi 15 anni». Gli obiettivi: ridurre l’inquinamento luminoso, risparmio energetico, sicurezza del traffico, delle persone e delle attività, valorizzazione dell’ambiente urbano e miglioramento della viabilità. (t.g.t.)

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