Tortolì riscopre il museo all’aperto
Per l’ex sindaco Ladu il Comune deve tutelare le opere di “Su logu de s’Iscultura»
«Tutelare le grandi opere di artisti di fama internazionale presenti nel nostro Museo en plen air “Su Logu de s ’Iscultura”, dovrebbe essere un impegno di tutti. In primis del Comune». A parlare è l’ex sindaco Franco Ladu, che guidò il Comune dal 1995 al 2000, e che diede anche grane impulso all’importante e conosciuto Museo di arte contemporanea di Tortolì, conosciuto in tutto il mondo. «L’occasione di riparlare della necessità di provvedere a fare sistemare, dagli stessi artisti, diverse opere rovinate dai vandali – spiega Franco Ladu – mi è tornata prepotentemente in mente quando, la scorsa settimana, mi è giunto il libro “Racconti” (di Gerarde Georges Lemaire, edizioni Mudima), uscito in occasione degli 80 anni dell’artista lombardo Umberto Mariani, del quale ripercorre tutta la grande carriera. Umberto Mariani è l’autore dell’opera “Il Grande Sipario”, in acciaio corten, che si trova in piazzetta Racugno, a 30 metri dall’ex Blocchiera Falchi». Franco Ladu spiega che nel libro, oltre ad esservi delle foto scattate in piazzetta Roma circa 21 anni fa – che ritraggono lui, Umberto Mariani, i compianti Edoardo Manzoni e Maurizio Sciaccaluga, che furono rispettivamente direttore e curatore Museo en plen air, e consulente critico dello stesso Museo, critico d’arte che seguì tutta la crescita dello stesso – vi sono ben 12 pagine dedicate proprio a Tortolì. «Sarebbe molto importante – sottolinea l’ex sindaco – riuscire a riproporre all’attenzione mediatica, anche in occasione del Giro d’Italia, “Su Logu de s’iscultura”. E anche contattare gli artisti affinché vengano ripristinate opere distrutte dai vandali. Intendo riferirmi a “No omnis moriar” (conosciuta come “I soldatini”, nella piazza sotto il palazzo Usala ndr) di Corrado Bonomi e “Cella osservataorio di stelle” di Massimo Kaufmann, realizzata a Orrì, dalla quale venne rubato tutto l’acciaio inox». (l.cu.)
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