La Nuova Sardegna

Nuoro

Migranti, boom di richieste per l’affido dei bambini

di Valeria Gianoglio
Migranti, boom di richieste per l’affido dei bambini

Cinque le offerte di alloggio depositate in Comune, ora l’apertura delle buste

5 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Le prime cinque proposte di alloggio e posti letto per i migranti, tutte ancora rigorosamente sigillate e in busta chiusa, sono state presentate in Comune prima di quest’ultimo “ponte” festivo ma solo domani mattina, in municipio, verranno aperte e i cittadini ne potranno conoscere con esattezza il contenuto. Domani mattina, infatti, scadono i termini fissati dall’amministrazione per aderire al bando Sprar, di micro-accoglienza diffusa nelle case offerte dai cittadini che avessero deciso di aderire. Un altro bando, tuttavia, è previsto entro luglio, ma per ora la giunta guidata dal sindaco Andrea Soddu punta a centrare questo primo obiettivo. «Ancora, ovviamente, non possiamo sapere quali tipi di offerte sono arrivate, ma sappiamo che venerdì, prima della pausa festiva, sono state presentate alcune buste – spiega l’assessore comunale ai Servizi sociali, Valeria Romagna – ora vediamo se all’ultimo se ne sono aggiunte altre. Restiamo fiduciosi in ogni caso: anche all’incontro che abbiamo fatto nel salone parrocchiale della chiesa del Rosario abbiamo avuto tante domande e richieste di informazioni da parte dei cittadini. Per questo, comunque vada, continueremo a promuovere questi incontri nei quartieri». Ma la vera grande sorpresa, come spiega l’assessore Romagna, sono le tante richieste arrivate dai nuoresi per poter accogliere nelle loro famiglie un piccolo migrante. Uno dei tanti bambini che arrivano in Italia senza un genitore e senza nulla al mondo se non la speranza di una vita migliore. Sono stati tanti, dunque, i nuoresi che negli ultimi giorni hanno presentato richiesta o chiesto informazioni per poter accogliere uno di questi bambini nella loro famiglia. «Ma queste richieste – spiega l’assessore Romagna – seguiranno un percorso diverso rispetto a quello dell’accoglienza in casa dei migranti adulti. Si tratta, infatti, di percorsi che potrebbero culminare con un affido, e per questo motivo chiunque ne faccia richiesta deve prima seguire un corso specifico seguito dai nostri professionisti».

Il dibattito. Dopo giorni trascorsi a leggere polemiche e prese di posizione decise nei confronti del bando Sprar, il presidente delle cooperative Agci di Nuoro e Ogliastra, Giovanni Porcu, decide di dire la sua. «Ho seguito il dibattito di questi giorni attorno al progetto di micro-accoglienza dei migranti e mi è dispiaciuto molto vedere che tante persone si scaglino contro questo progetto e contro le possibili speculazioni: lavoro nel settore e dico, invece, che darà lavoro a tanti nel nostro territorio». «Questo bando e questo percorso – precisa – sarà una grande opportunità anche per tante piccolo realtà del territorio, come le cooperative. Perché anche in questo settore non è giusto fare di tutte le erbe un fascio: le nostre cooperative sono piccole realtà che danno lavoro a tanti. E sapremo convertire in opportunità il fenomeno ineluttabile dell’immigrazione. Nel piccolo, infatti, è possibile a tutti controllare che le cose vengano fatte bene. Sarebbe una gran cosa estendere questo modello a tutti i comuni».

Il caso politico. «Ritengo che il Comune di Nuoro abbia fatto la cosa giusta ad aderire allo Sprar – interviene il deputato Michele Piras – e che sia scorretto contrapporre la questione dell’accoglienza e dell’inclusione dei migranti con le condizioni di disagio sociale della popolazione locale. Un tipico esercizio retorico da populisti»: il parlamentare e componente del coordinamento sardo di Articolo 1-Mdp, va dritto a uno dei punti contestati da quanti, in queste settimane, hanno attaccato il bando Sprar e il progetto di micro-accoglienza dei migranti. Piras interviene anche sulla vicenda che nei giorni scorsi aveva visto l’uscita dal Pd del consigliere comunale nuorese, Tore Sulas, in seguito alle polemiche legate a un suo intervento sulla questione migranti. «Spero che il consigliere Sulas – aggiunge Michele Piras – che dichiara di voler aderire al Movimento democratico e progressista, rifletta bene sulle sue parole e mi auguro che esse siano state male interpretate, altrimenti credo si possa dire che abbia considerato male la sua scelta. Non è infatti accettabile alcun ammiccamento, seppur inconsapevole alla vulgata xenofoba e non è in alcuna maniera compatibile coi valori fondativi di Art.1-Mdp, movimento che si basa su una solida cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e della pace fra i popoli».

La polemica. Dopo la decisa presa di posizione dei giorni scorsi attorno ai bandi Sprar ma più in generale alla questione migranti, il consigliere comunale d’opposizione, Pierluigi Saiu, torna sull’argomento alla luce anche degli ultimi sviluppi e respinge con forza l’accusa di razzismo che spesso viene lanciata nei confronti di chi si oppone al progetto. «Il malessere economico delle zone interne della Sardegna – spiega – va considerato quando si parla dell’accoglienza di migranti. Non si può far finta niente. Né si può accusare di razzismo chiunque dica che nelle nostre comunità già esistono situazioni difficili che non vanno dimenticate. L’adesione del comune alla rete Sprar è una scelta volontaria. È una scelta di questa amministrazione. Fatta, si dice, per evitare altre forme di accoglienza. Dire che si aderisce alla rete Sprar perché così si eviterà un centro di accoglienza vuol dire cedere a un ricatto». Per il consigliere comunale «tuttavia la cosiddetta clausola di salvaguardia, quella cioè che esclude l’attivazione di ulteriori forme di accoglienza per chi aderisce alla rete Sprar, non è immutabile. Può essere cambiata. Il fenomeno migratorio non è in fase calante e quella clausola quindi ripensata. Gli sbarchi sulle nostre coste non stanno diminuendo. Non si può cedere a un ricatto semplicemente chinando la testa. Né si può condurre questa battaglia da soli. Bisogna unire le nostre comunità – conclude – e pretendere dal governo centrale un contributo straordinario. Pretendere che per ogni euro che viene speso per l’accoglienza, venga dato un euro in più alle comunità che accolgono».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative