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Nuoro

Rifiuti urbani, un caso politico

Rifiuti urbani, un caso politico

Mara Sanna (Movimento 5 stelle) presenta una interrogazione in Comune

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NUORO. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione che riguarda lo smaltimento dei rifiuti urbani a Nuoro. L’interrogazione, come spiega la portavoce del Movimento, e consigliere comunale, Mara Sanna, «scaturisce dalla necessità di far luce sulla situazione che ha portato alla sottoscrizione e successiva revoca parziale del contratto sottoscritto dal Comune di Nuoro, mediante il quale ha affidato alla società Eco Centro Sardegna il servizio di conferimento di alcune categorie di rifiuti da raccolta differenziata economicamente valorizzabili. Ha affidato inoltre alla medesima società l’intermediazione dei rifiuti derivanti dalla pulizia delle caditoie e dello spazzamento stradale». Per il M5S, questo genere di affidamento «ha limitato il numero di ditte potenzialmente partecipanti: infatti le società prive del requisito della intermediazione con relativa iscrizione all’albo nazionale gestori ambientali, non potevano partecipare, favorendo di fatto altre partecipanti (nella provincia di Nuoro solo 2 o 3). Successivamente, a seguito del mancato rispetto di quanto previsto dal contratto, il Comune si ritrova costretto a svolgere da sé le funzioni prima delegate attraverso l’intermediazione, ossia lo smaltimento diretto dei rifiuti da pulizia delle strade. Appare quanto meno inusuale – continua il consigliere comunale – se non inopportuno che l’attuale maggioranza utilizzi un’indagine conoscitiva e non un bando di gara per reperire sul mercato la migliore offerta, ed ancor più incomprensibile il fatto che si decida di dare l’affidamento esterno attraverso l’intermediazione di talune tipologie di rifiuti perché ritenuto economicamente vantaggioso e dopo un brevissimo lasso di tempo si accetta in maniera passiva una variazione del contratto che va a discapito dei cittadini, riportando quindi nella gestione comunale tale tipo di servizio e agevolando ancora una volta questa ditta, consentendole di non subire il rischio di impresa che deve essere alla base dei rapporti tra enti pubblici e privati». Questa scelta, come spiega ancora la portavoce del M5S, «causata sia dalla accettazione passiva della richiesta della società, sia da quella che appare quantomeno una grave leggerezza nell’osservanza della normativa ambientale, provoca un incremento dei costi per la gestione dei rifiuti e un aggravamento della situazione già notoriamente compromessa delle casse comunali».

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