Le opportunità dell’Europa raccontate dagli studenti
Ieri mattina al Teatro Eliseo la premiazione del concorso nazionale “A scuola di coesione” Sotto esame 196 progetti realizzati in tutta Italia sull’utilizzo dei fondi, 22 dei quali nell’isola
NUORO. C'è anche il futuro dell'ex mulino Gallisai dentro gli studi dei ragazzi delle superiori della Sardegna, realizzati nell'ambito del concorso Asoc, acronimo di “A scuola di coesione”. Manifestazione nazionale per le scuole, chiamate a esaminare con appositi studi il “come” e “dove” sono impiegati i fondi dell'Unione europea.
Ieri la fase finale dell'iniziativa, in concomitanza con la ricorrenza della Festa dell'Europa. Momento quest'anno reso più importante dalla celebrazione dei 60 anni dalla firma dei trattati di Roma, con i quali nel 1957 nasceva la prima organizzazione politica sovranazionale nel vecchio continente dopo le divisioni della guerra.
Nel teatro Eliseo si sono ritrovate le 15 scuole sarde finaliste del progetto, che ha nell’isola l’unico circuito regionale all'interno della sfida nazionale. L'organizzazione è stata condivisa dal dipartimento per le Politiche della coesione della presidenza del Consiglio dei ministri, dal Miur (ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca) e dalla rappresentanza italiana della Commissione di Bruxelles.
In concorso i progetti di 196 scuole italiane, 22 dei quali realizzati in 17 istituti della Sardegna. La giuria alla fine ha scelto come vincitore il lavoro dei ragazzi della scuola “Gian Tommaso Giordani” di Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia. Tra i sardi i primi sono stati gli algheresi del liceo “Enrico Fermi”, classificatisi all'ottavo posto. Mentre per il liceo “Antonio Gramsci” di Olbia c'è stata una delle sei menzioni speciali, introdotte quest’anno dalla commissione del concorso per premiare qualità e specificità di altri studi, oltre quelli entrati nella Top-Ten, ossia tra i primi dieci. Obiettivo mancato nella finale dallo scientifico “Enrico Fermi” di Nuoro. Responso per il quale i ragazzi di Nuoro non hanno fatto un dramma, quando dopo mezzogiorno nella sala dell'Eliseo lo speaker del Dipartimento della presidenza del Consiglio ha diramato la classifica.
Il bilancio è più che positivo. Lo ha detto Roberto, uno dei giovani del “Fermi”: «Quando ho iniziato la frequenza nell’istituto ci si limitava a studiare le materie dei programmi ministeriali. Poi c'è stata l'apertura alle realtà esterne e questo progetto ne è la conferma». Per i ragazzi nuovi spazi per mettere a profitto le nozioni imparate in aula e per le comunità la possibilità di poter potenziare il “monitoraggio civico” dei progetti finanziati dall'Unione europea.
Aspetto rimarcato da Andrea Murgia, arrivato a Nuoro dagli uffici comunitari di Bruxelles, dove per la Commissione si occupa dei fondi destinati alla Sardegna: «Prima non si riusciva a vedere e verificare le ricadute nei territori delle risorse messe a disposizione dalla confederazione europea. Le cose sono cambiate proprio con lo strumento dell'Open coesione e tra i contributi c'è quello che arriva dalle ricerche e analisi fatte nelle scuole». Carlo Amati, del dipartimento della presidenza del Consiglio è andato oltre il risvolto economico: «C'è in queste attività un importante valore sociale, ossia il fatto di passare da un cittadino che guarda all'Unione europea come luogo per soddisfare le proprie esigenze personali a istituzione in grado di fare crescere la società, la collettività».
Il funzionario di Palazzo Chigi ha indicato anche le modalità del mutamento: «I ragazzi con lo studio dei progetti acquistano conoscenze e competenze che un domani potranno essere spese a beneficio del proprio territorio». L'Europa con il suo governo sovranazionale farà la propria parte, questo è il messaggio di fondo che ha segnato la finale sarda del concorso, coordinata dal direttore del centro Europe Direct di Nuoro, Salvatore Boeddu. Gli argomenti di convincimento sono stati spesi tutti, dopo che l'Inno alla gioia, dell'Ue, ha scaldato l’ambiente, e disposto all'emozione.
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