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Nuoro

L’Ute di Siniscola ricorda lo scultore Pinuccio Sciola

di Sergio Secci
L’Ute di Siniscola ricorda lo scultore Pinuccio Sciola

SINISCOLA. Pinuccio Sciola è stato un pittore, uno scultore, un poeta, ma, soprattutto, colui che ha dato voce e vita ad un elemento, per definizione immobile e muto, del nostro paesaggio e della...

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SINISCOLA. Pinuccio Sciola è stato un pittore, uno scultore, un poeta, ma, soprattutto, colui che ha dato voce e vita ad un elemento, per definizione immobile e muto, del nostro paesaggio e della nostra vita. Ha dimostrato che le pietre che troviamo in ogni luogo della nostra esistenza sono in realtà vive e ricche di musica. Ad un anno dalla scomparsa dell’artista Pinuccio Sciola sarà ricordato questo pomeriggio alle ore 17 nell’auditorium della biblioteca con Annibale Davoli con una incursione nell’arte sarda moderna. «Sciola è riuscito, attraverso personali metodi di incisione, ad entrare nelle viscere del basalto e del calcare, per estrapolarne, come diceva lui stesso, il suono racchiuso al loro interno fin da prima della creazione della terra». Antonio Murru, presidente dell’Università per la terza età, che organizza la serata culturale, descrive così il lavoro dell’artista di San Sperate. Per Annibale Davoli, iscritto all’Ute da tanti anni, «il grande merito di Sciola è stato quello di rimanere ancorato al suo paese natio e alla Sardegna, dove trovava le motivazioni giuste e il materiale adatto alla sua attività di artista». Sciola stesso raccontava: «La mia attività non è nient’altro che la continuità della cultura e del culto delle pietre che da millenni c’è stato in Sardegna». «All’interno delle pietre – dice il relatore – è rinchiuso il crepitio del magma incandescente lanciato nello spazio, il gorgoglio della materia liquida e perché no, anche i lunghi silenzi dei millenni rimasti imprigionati durante il lunghissimo processo di raffreddamento della crosta terrestre». Chi ascolta, anche per una volta soltanto, il suono duro ma armonico delle pietre di Sciola, guarderà con occhi diversi la natura e non potrà fare a meno di pensare, vedendo una pietra o un masso abbandonato in un campo o una serie di massi che compongono i nuraghi o altri monumenti che all’interno di esse è racchiuso un suono represso ed inespresso per millenni.

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