Project, l’Assl decurta i pagamenti
Preoccupazione dei sindacati per i lavoratori dopo l’incontro con la “Ph Facility”
NUORO. Diventa sempre più preoccupante la situazione delle aziende che operavano in regime di project financing e che ora sono in difficoltà economiche, tanto da non riuscire a garantire i pagamenti degli stipendi dei dipendenti. L’Assl 3 ha infatti decurtato del 40 per cento gli emolumenti destinati alle aziende che si occupavano dei servizi all’interno del Pssc (Polo sanitario della Sardegna centrale), l’azienda capofila del progetto di finanza. E di conseguenza sono stati bloccati gli stipendi dei dipendenti.
Ieri, i rappresentanti sindacali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs hanno incontrato i responsabili dell’azienda “Ph Facility” affidataria dei servizi di pulizia, sanificazione e derattizzazione. Motivo dell’incontro è stata la decisione dell’azienda, costretta a sospendere il pagamento degli stipendi ai lavoratori a partire dalla mensilità di aprile. Una decisione scaturita da due recenti determine del direttore dell’Assl 3, Andrea Marras, con le quali ha annunciato di aver decurtato del 40 per cento gli importi delle fatture per i servizi svolti e da svolgere.
L’amministratrice della “Ph Facility”, Anna Maria Giuntini, azienda che eroga servizi di pulizia e sanificazione, ha spiegato: «L’Assl ha proceduto alla decurtazione senza un confronto con le aziende , giustificando l’importo decurtato come cifra congrua per pagare i servizi e agendo come se il project financing fosse stato annullato, quando invece nessun giudice si è pronunciato. Abbiamo già depositato i ricorsi al Tar, ma dobbiamo garantire tutti i servizi. La cosa grave è che la decisione riguarda le fatture già emesse dal settembre 2016 e l’Assl non dà il benestare alla cessione del credito impedendoci di avere anticipazioni dalle banche». I sindacati hanno preso atto della comunicazione della società e manifestato preoccupazione per il futuro. Subito dopo la riunione, i rappresentanti sindacali di Filcams Vgil, Fisascat Cisl e Uil Tcs hanno chiesto un incontro urgente con la dirigenza dell’Assl e si sono anche riservati ogni azione orientata alla salvaguardia dei livelli occupazionali attuali e degli stipendi dei lavoratori.
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