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Nuoro

Sebastiano Satta, via alle celebrazioni

Sebastiano Satta, via alle celebrazioni

Cominciate in tono minore le manifestazioni promosse dal Comune a 150 anni dalla nascita del “Vate di Sardegna”

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NUORO. Avvio in tono minore delle celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Sebastiano Satta promosse dal Comune, ieri mattina, con tanto di ingresso della biblioteca intitolata al poeta sbarrato a pubblico e relatori per un’ora almeno per l’assenza del personale del consorzio. Ma è solo il primo passo di una serie di iniziative che da qui alla fine dell’anno dovranno rendere omaggio a uno dei figli più illustri di Nuoro, dunque c’è tutto il tempo per rimediare.

Sebastiano Satta nasceva il 21 maggio del 1867, quindi esattamente 150 anni a oggi, figlio dell’avvocato Antonio e di Raimonda Gungui. È stato un poeta, il Vate di Sardegna come veniva chiamato, giornalista arguto e coraggioso, pittore e fotografo amatoriale, un valente avvocato, anzi forse colui che ha dato il via a quella scuola nuorese che tanto ha fatto parlare di sé nei decenni successivi, come ha ricordato l’ex sindaco Annico Pau nella sua prolusione ricca di aneddoti e di testimonianze inedite. E poi laico, socialista, probabilmente massone, e finché la salute glielo concesse di buona compagnia, persino un po’ guascone. Una breve esistenza, la sua, come ha sottolineato Pau, segnata da eventi drammatici come la perdita del padre all’età di cinque anni e la grave malattia che lo colpì poco più che quarantenne privandolo o quasi dell’uso della parola.

Aprendo i lavori e le celebrazioni il vice sindaco e assessore alla cultura Sebastian Cocco ha ricordato Satta come uno grandi personaggi più amati dai nuoresi, ma ha anche evidenziato come la città non abbia saputo rendere il giusto merito al poeta se non ad alcuni decenni dalla morte, avvenuta nel 1914. Celebrazioni che ebbero la giusta dimensione cinquant’anni fa, quando l’amministrazione comunale allora in carica, guidata dal dc Gonario Gianoglio, decise di dedicargli una piazza, l’allora piazza Plebiscito, e ne affidò la realizzazione allo scultore Costantino Nivola, creando quel capolavoro dell’architettura che è a tutt’oggi l’opera più rappresentativa di Nuoro. Ed è per questo, come ha sottolineato Cocco, che le celebrazioni di Satta quest’anno andranno di pari passo con quelle della piazza a lui dedicata, che compie a sua volta cinquant’anni.

Con Pau, a rendere omaggio al Vate di Sardegna c’erano Dino Manca, docente dell’università di Sassari, che ha incentrato la sua relazione sull’opera poetica più nota di Satta, “Canti barbaricini”; ancora, Angela Guiso, critica letteraria, che ha parlato dei rapporti con Grazia Deledda e dei legami con l’altro grande Satta nuorese, lo scrittore e giurista Salvatore. Infine, Giambernardo Piroddi, giovane studioso che ha analizzato la corrispondenza di Sebastiano Satta con altre figure della scena letteraria e artistica del suo tempo.

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