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Nuoro

Provincia nel caos, i sindacati chiedono aiuto al prefetto Parisi

di Francesco Pirisi
Provincia nel caos, i sindacati chiedono aiuto al prefetto Parisi

Ieri mattina mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil e sit-in dei dipendenti davanti alla sede di piazza Italia «Nonostante il riordino della riforma Nuorese e Ogliastra sono ancora due entità distinte e separate»

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NUORO. Non siamo al paradosso del film di Totò e dei due “vice” a contendersi i poteri di un direttore assente, ma è fatto concreto che nella Provincia di Nuoro la chiarezza sulle competenze burocratiche latita. Colpa della mancata attuazione della legge regionale del gennaio 2016 di riordino degli enti locali. L'Ogliastra, dopo la soppressione della provincia nel 2012, è tornata sotto l'alveo di Nuoro, seppur con il riconoscimento di area omogenea. Tra la legge e la realtà c'è di mezzo un “ma”, che spiega Sandro Fronteddu, della Cgil Funzione Pubblica: «Nella pratica le due province, nonostante il riaccorpamento, operano come entità distinte, con la conseguenza di una macchina burocratica insabbiata e servizi inadeguati ai cittadini».
Problemi che sono stati al centro dell'agitazione di ieri, alla quale hanno preso parte i 200 dipendenti del nuovo ente. Prima un sit-in davanti al palazzo di piazza Italia e poi in corteo verso la prefettura. Fronteddu, insieme a Luciano Boi della Cisl, e Giovanna Cadeddu, rappresentante della Uil e della Rsu aziendale, hanno avuto un incontro con la prefetta Daniela Parisi. Pochi minuti nella sala del palazzo del Governo e non poca soddisfazione all'uscita da parte dei confederali: «Ci ha garantito che si occuperà subito della vertenza, anche per gli effetti negativi che la condizione di stagnazione provoca in un territorio già provato dalle difficoltà sociali ed economiche».
La risposta chiesta e ora attesa è la convocazione di un tavolo di confronto con l'amministratore straordinario della Provincia, Costantino Tidu, alla presenza dell'assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, fautore della legge di riordino di cui oggi i lavoratori denunciano appunto la mancata attuazione.
La manifestazione di ieri ha coinciso con l'agitazione nazionale dei dipendenti provinciali, da Torino a Palermo. Nella piattaforma sia il rilancio dell'ente intermedio, rimasto in vita dopo la bocciatura a dicembre della riforma costituzionale, sia l'aumento della budget finanziario per garantire servizi e stipendi al personale. «I 110 milioni complessivi previsti nel decreto all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri del 29 maggio sono ritenuti poca cosa rispetto a un fabbisogno che è sei volte tanto. E questo secondo le stime fatte dallo stesso governo», hanno spiegato i sindacati nuoresi. L'agitazione di ieri in città per correggere le cifre anzidette, certo, ma soprattutto per tenere caldo il problema del paradosso tutto locale. Quello di due enti rimasti distinti, in barba alle leggi. Luciano Boi: «Ogni cosa si pensava dovesse rientrare nei confini della normalità dopo l'approvazione a novembre del bilancio unitario, che la legge poneva come condizione per riunire competenze e titolarità di uffici sotto un unico tetto e un'unica volontà decisionale».
A gennaio, aggiunge il cigiellino Fronteddu, la prima richiesta in questo senso all'amministratore straordinario, Tidu: «Ha concordato con noi sull'urgenza di definire in tempi rapidi la riorganizzazione burocratica dei due territori. La convocazione però non è mai arrivata». Tanto che dal 7 marzo le segreterie confederali hanno proclamato lo stato di agitazione, tutt'ora in corso. I disagi e condizionamenti nel lavoro lo rinfocolano ogni giorno.
Perché da un anno e mezzo, aggiungono Fronteddu, Boi e Cadeddu, «è impossibile svolgere il lavoro degli uffici. Infatti spesso l'attività di un impiegato viene vanificata o comunque non arriva alla conclusione proprio per il fatto dell'indeterminatezza delle competenze, a iniziare da quelle dirigenziali». Competenze che si raddoppiano nel tragitto tra Nuoro e l'Ogliastra, sono i casi più frequenti, per via di deleghe assegnate dai funzionari della sede provinciale ai colleghi degli uffici dell'Area omogenea. Le conseguenze i sindacati e i lavoratori le hanno ribadite ieri: servizi ai cittadini che vengono a mancare e un ente con un ruolo ancora da riscoprire.

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