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Camere accorpate, coro di no

Camere accorpate, coro di no

Confesercenti minaccia di non pagare più le quote, insorge Legacoop, Cucca e Lai (Pd) si mobilitano

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NUORO. Continuano le prese di posizione contro l’accorpamento tra le Camere di commercio di Sassari e Nuoro, con la seconda che perderebbe definitivamente la propria autonomia gestionale nonostante i conti siano in perfetto ordine, tali da collocarla al sesto posto nazionale, subito dopo Milano, in merito al rapporto tra entrate, spesa e servizi offerti. Ora intervengono gli artigiani, attraverso il presidente della Confesercenti Nuoro Ogliastra, Giuseppe Pireddu. Dopo aver ricordato che ben 6500 artigiani sono iscritti alla Camera nuorese, Pireddu critica una «azione sconsiderata che danneggerebbe tutte le realtà, non solo quelle artigiane, e che non avrebbe alcuna ricaduta positiva sull’economia di un territorio ormai allo stremo. Se l’idea dell’accorpamento a Sassari dovesse concretizzarsi chiameremo a raccolta tutti gli imprenditori e li inviteremo a non pagare i diritti camerali a oltranza».
Per Totoni Sanna, presidente provinciale di Legacoop, «la chiusura della Camera di Commercio, che voglio ricordare si mantiene con le sole risorse delle imprese iscritte, sarebbe un colpo mortale per la nostra fragile ed indifesa provincia. Alle imprese iscritte, ai sindaci del territorio, va quindi la sollecitazione perché partecipino compatte al Consiglio Camerale di lunedi prossimo. Sarà l’occasione per tutelare la casa delle imprese e dell unico strumento di programmazione e sviluppo del nostro territorio».
Sul versante istituzionale, da segnalare l’impegno al Senato dei parlamentari sardi del Pd Giuseppe Luigi Cucca e Silvio Lai. Cucca si è impegnato a favore della Camera nuorese sin da quando, due anni fa, si è paventata la sua soppressione. In queste ore si sta mobilitando per scongiurare questa eventualità, perché ritiene che si stia attuando «uno scippo a favore della Sicilia, quando Nuoro invece ha tutte le caratteristiche per mantenere la sua Camera in virtù delle deroghe per i territori montani, con scarse infrastrutture e in una regione insulare. Trovo inaccettabile che non se ne sia tenuto conto», dice il senatore, che sta avendo contatti con i ministri Calenda e Boschi e ha posto il problema anche al segretario del suo partito Matteo Renzi, convinto com’è che la battaglia per il Nuorese non sia ancora perduta.
Silvio Lai ha scritto una lettera al presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru, sollecitando una posizione ufficiale dell'esecutivo a sostegno della rete della Sardegna, in previsione della conferenza Stato-Regione che si svolgerà oggi a Roma. «Le regole poste alla base della riorganizzazione scrive il senatore Lai permetterebbero nella nostra regione la possibilità di tre Camere di Commercio, una al nord, una al sud ed una al centro, mantenendo quella di Nuoro, quest'ultima per le peculiarità del territorio montano e il ben noto isolamento infrastrutturale». Lai ricorda che «Nuoro che è la sesta in graduatoria» e che «in gioco c'è la qualità dei servizi, ma ci sono anche le risorse che saranno erogate per mettere in pareggio i nuovi enti, per cui oltre al danno dell'accorpamento anche la beffa di vedersi altri finanziare gli sprechi e le inefficienze precedenti».

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