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Nuoro

Crisi Ottana, sì all’accordo tra la Regione e Invitalia

di Federico Sedda
Crisi Ottana, sì all’accordo tra la Regione e Invitalia

Sulla vertenza il gruppo La Base ha presentato una mozione in Consiglio Ledda: «Situazione aggravata dall’assenza di infrastrutture già denunciata»

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OTTANA. Dopo l’approvazione, il 4 maggio scorso, in consiglio regionale della mozione unitaria sulla crisi di Ottana, la situazione dell’area industriale del centro Sardegna continua a rimanere al centro dell’attenzione delle istituzioni regionali. Stavolta, a sollecitare un intervento degli assessori all’Industria, Maria Grazia Piras, e al Bilancio e programmazione, Raffale Paci, è il consigliere regionale Gaetano Ledda (La Base), presidente del gruppo misto, che, in una interrogazione urgente, sollecita il perfezionamento dell’accordo tra la Regione e Invitalia per dare corpo alla reindustrializzazione dell’area industriale di Ottana e dare così il via all’attrazione degli investimenti e alle iniziative a sostegno della nascita e dello sviluppo delle attività imprenditoriali. Il tutto, non solo per consentire l'avvio di nuove iniziative economiche, ma anche per allargare gli investimenti delle aziende già operanti nella zona e, in particolare, dell'Antica Fornace Villa di Chiesa, un'azienda del Contratto d’area che produce ed esporta in tutto il mondo guarnizioni in gomma, dando lavoro a circa 170 dipendenti. Un’azienda, questa, che potrebbe espandersi ancora di più se fossero eliminati alcuni deficit infrastrutturali che gravano sull'area industriale Ottana-Bolotana. «Il polo industriale di Ottana – si legge nell’interrogazione – si trova in una crisi senza speranza di ripresa. A gravare sull’economia del territorio si aggiunge l’assenza della banda larga, carenza che limita di gran lunga la possibilità di comunicazione con il mondo». Una carenza infrastrutturale più volte denunciata dai dirigenti di Antica Fornace e di Confindustria e che un eventuale accordo tra Regione e Invitalia, quale quello messo in atto nell’ambito del piano straordinario per il Sulcis, potrebbe eliminare. «L’Antica Fornace – prosegue l’interrogazione di Gaetano Ledda – è disposta ad ampliare l'attività con nuove coperture strutturali di circa 10 mila metri quadri, impiegando ulteriori 50 lavoratori, alleggerendo così la sofferenza occupazionale. Per realizzare questo progetto di circa 40 milioni di euro – sottolinea il consigliere de La Base – è necessario, però, porre in essere un accordo tra la Regione e Invitalia, accordo, tra l’altro, già in discussione da tempo». Da qui la richiesta agli assessori all’Industria e alla Programmazione affinché facciano sapere «se non ritengano di perfezionare l’accordo in tempo utile così da rendere finalmente agibili le domande di finanziamento». Invitalia ha già realizzato nel 2016 a Ottana un intervento di circa tre milioni di euro per riqualificare il sito industriale, rinnovando, tra l’altro, l’impianto di illuminazione esterna e di videosorveglianza e la rete antincendio. Un intervento finanziato nel 2007 e realizzato 8 anni dopo, quando le aziende erano già scappate. L’ennesima contraddizione di Ottana.

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