Il sindaco di Siniscola: le tasse non c’entrano con gli attentati
di Mauro Piredda
Presa di posizione dell’amministrazione comunale dopo la trasmissione in onda su La7 Il sindaco Farris: «Non basta una bomba per scoraggiarci ma con le proteste non c’è alcun rapporto»
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SINISCOLA. Le cronache degli anni scorsi hanno arricchito l’archivio della storia contemporanea siniscolese raccontando le proteste della cittadinanza contro il livello di imposizione fiscale: assemblee; manifestazioni; serrate commerciali; occupazione pacifica della sala consiliare. Negli ultimi giorni la questione tasse è stata però collegata al finto ordigno indirizzato al primo cittadino Gian Luigi Farris: a quasi un mese dall’accaduto, i telespettatori di due importanti emittenti sono stati posti davanti a una narrazione ben precisa.
In una trasmissione andata in onda il 19 maggio sul canale La7, il servizio annunciava che «non tutti hanno preso bene» le mosse del Comune in tema di recupero dell’evasione fiscale. Alla domanda «Basta una bomba a scoraggiare questa battaglia?», Farris ha così risposto: «Assolutamente no. Anzi, devo dire che saremo ancora più coerenti ed efficaci».
Esposizione ripresa anche dal telegiornale regionale del terzo canale Rai: «Meno di un mese fa – questo il servizio del 22 maggio – il finto pacco bomba al sindaco di Siniscola, un’amministrazione che cerca di far pagare le tasse evase all’80%. E questa è stata la risposta». Sulla questione sono intervenute anche le opposizioni. Per Zente Nova-UpS (che ha parlato di «gradino più basso della politica da talk show»), «il sindaco dovrebbe avere in mano delle prove e/o gravi indizi che vadano in quella direzione e, siccome, dubitiamo fortemente di questo, riteniamo che il primo cittadino debba guardarsi bene dal fare certe sparate». «Se tutti pagano – hanno aggiunto gli esponenti di Identità e rinnovamento – tutti pagano meno. Questi sono i soli messaggi che devono passare. Invece assistiamo a scelte contraddittorie per quanto riguarda le tasse per poi vedere affermazioni gravi che ledono l’immagine dei siniscolesi senza prova alcuna che le avvalli». Secondo il gruppo di Antonio Satta e Nino Fronteddu «non è suffragato da alcun dato reale il fatto che il 50% o l'80% dei siniscolesi non paga le tasse. Inoltre non si capisce bene da dove spuntino questi 6 milioni di euro di evasione».
«In un anno – hanno aggiunto Antonio Bidoni e Franca Pau – nulla di nuovo è stato fatto, nessuna riduzione delle tasse, anche se dicono che non dipende da loro. Il nostro sindaco dovrebbe fermarsi e chiedersi se effettivamente ad oggi è stato in grado di dare risposte alle aspettative dei cittadini e se può essere in grado di darne nel prossimo futuro». Disappunto manifestato anche da Lucio Carta (Siniscola insieme): «Non si deve offendere la dignità di questo paese. Con la precedente amministrazione abbiamo iniziato a dare un bel colpo all'evasione. Questa è la nostra eredità».
«Io ho negato agli operatori tv – ha aggiunto il sindaco Farris – qualsiasi collegamento con le tasse. Ho chiesto all’emittente il video integrale così che possa diffonderlo. Non ho ancora focalizzato cosa possa aver determinato tale gesto».
In una trasmissione andata in onda il 19 maggio sul canale La7, il servizio annunciava che «non tutti hanno preso bene» le mosse del Comune in tema di recupero dell’evasione fiscale. Alla domanda «Basta una bomba a scoraggiare questa battaglia?», Farris ha così risposto: «Assolutamente no. Anzi, devo dire che saremo ancora più coerenti ed efficaci».
Esposizione ripresa anche dal telegiornale regionale del terzo canale Rai: «Meno di un mese fa – questo il servizio del 22 maggio – il finto pacco bomba al sindaco di Siniscola, un’amministrazione che cerca di far pagare le tasse evase all’80%. E questa è stata la risposta». Sulla questione sono intervenute anche le opposizioni. Per Zente Nova-UpS (che ha parlato di «gradino più basso della politica da talk show»), «il sindaco dovrebbe avere in mano delle prove e/o gravi indizi che vadano in quella direzione e, siccome, dubitiamo fortemente di questo, riteniamo che il primo cittadino debba guardarsi bene dal fare certe sparate». «Se tutti pagano – hanno aggiunto gli esponenti di Identità e rinnovamento – tutti pagano meno. Questi sono i soli messaggi che devono passare. Invece assistiamo a scelte contraddittorie per quanto riguarda le tasse per poi vedere affermazioni gravi che ledono l’immagine dei siniscolesi senza prova alcuna che le avvalli». Secondo il gruppo di Antonio Satta e Nino Fronteddu «non è suffragato da alcun dato reale il fatto che il 50% o l'80% dei siniscolesi non paga le tasse. Inoltre non si capisce bene da dove spuntino questi 6 milioni di euro di evasione».
«In un anno – hanno aggiunto Antonio Bidoni e Franca Pau – nulla di nuovo è stato fatto, nessuna riduzione delle tasse, anche se dicono che non dipende da loro. Il nostro sindaco dovrebbe fermarsi e chiedersi se effettivamente ad oggi è stato in grado di dare risposte alle aspettative dei cittadini e se può essere in grado di darne nel prossimo futuro». Disappunto manifestato anche da Lucio Carta (Siniscola insieme): «Non si deve offendere la dignità di questo paese. Con la precedente amministrazione abbiamo iniziato a dare un bel colpo all'evasione. Questa è la nostra eredità».
«Io ho negato agli operatori tv – ha aggiunto il sindaco Farris – qualsiasi collegamento con le tasse. Ho chiesto all’emittente il video integrale così che possa diffonderlo. Non ho ancora focalizzato cosa possa aver determinato tale gesto».
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