Camera di commercio, bocciato l’accorpamento di Unioncamere
Nessuna intesa nella Conferenza Stato-Regioni in cui è stata ribadita la specificità della Sardegna Il presidente Pigliaru al ministro Calenda: «Il progetto avrebbe effetti negativi sul territorio sardo»
NUORO. Uno spiraglio di speranza per la Camera di commercio. Non è stato infatti approvato il progetto di Unioncamere che prevedeva, tra le altre cose, l’accorpamento della Camera di commercio di Nuoro con quella di Sassari e di quella di Oristano con Cagliari. «Stiamo combattendo per il Nuorese – ha detto il senatore Giuseppe Luigi Cucca, che fin dal primo momento in cui si era vociferato di un probabile accorpamento si era attivato coinvolgendo anche il senatore Pagliari, relatore della legge di riordino –. La mancata intesa sul progetto di Unioncamere è un segnale importante».
Lo stop è stato deciso durante la Conferenza Stato-Regioni che si è svolta ieri a Roma e alla quale era presente l’assessore regionale agli Affari generali, Filippo Spanu. «È positivo – ha sottolineato l’assessore, che ben conosce la situazione del Nuorese visto che da quasi tre anni sta seguendo il Piano di rilancio – che la Conferenza Stato-Regioni non abbia dato l’intesa. Una decisione maturata al termine di un’interlocuzione tra il presidente Pigliaru e il Governo. Abbiamo difeso le legittime istanze dei nostri territori e in particolare del Nuorese. La proposta di revoca del decreto del ministro dello Sviluppo economico sull’istituzione della nuova Camera di commercio di Catania, Ragusa e Siracusa della Sicilia orientale avrebbe avuto ripercussioni negative per il sistema delle Camere di commercio della Sardegna e non sarebbe stata in linea con le disposizioni di legge».
E proprio questo aveva scritto il presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru, in una lettera al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e al presidente della Conferenza delle Regioni. Stefano Bonaccini. «L’ipotesi di accorpare la Camera di commercio di Nuoro a quella di Sassari avrebbe effetti negativi per i territori, in particolare il Nuorese, che già versa in condizioni di disagio economico, sociale e infrastrutturale – ha spiegato Pigliaru – E vedrebbe venir meno la presenza di un ente che costituisce un importante punto di riferimento per il tessuto produttivo e imprenditoriale e che risulta sotto tutti gli aspetti, in particolare quelli relativi ai dati di equilibrio economico patrimoniale, tra i 10 più virtuosi d’Italia. La Camera di commercio nuorese – ha sottolineato il presidente della Regione – possiede tutti i requisiti previsti dalla legge per mantenere l’autonomia, rispondendo al criterio specifico previsto espressamente dall’articolo 1 comma 3 della Legge 56 del 2014, ovvero il criterio di mantenimento della sede nei territori montani delle regioni insulari privi di adeguate infrastrutture e di collegamenti pubblici, stradali e ferroviari. In base a quanto stabilisce la legge – ha concluso Francesco Pigliaru – è necessario prevedere l’istituzione di tre Camere in Sardegna: Cagliari, Sassari (ente frontaliero) e Nuoro (ente isolano montano) con accorpamento di Oristano secondo la volontà espressa dal territorio».
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